I migliori fotoreportage di marzo
La splendida preghiera del clown recitata dal grande Totò sul finale di uno dei suoi tanti film, esalta il valore dell’arte del sorriso. L’arte di far sorridere gli altri che spesso si presenta come antidoto alla malinconia, al dolore, al duro lavoro, alle ingiustizie della vita.
C’è chi si mette in piedi al primo sorgere del sole per dare agli altri il piacere che nasce dall’assaporare qualcosa di puro, autentico e gustoso, in cui è custodita l’identità di un territorio. E’ il lavoro che sta dietro all’Asiago DOP, una storia che si racconta ogni giorno attraverso i volti sorridenti di quanti dalla mungitura alla cagliatura, dalla compressione alla stagionatura, partecipano alla nascita del noto formaggio a Denominazione Origine Protetta di Asiago.
E’ un’arte non da poco trasmettere gioia, spensieratezza e coinvolgere in un clima festoso gli altri, se pensiamo che, parafrasando Oscar Wilde, in giro c’è molta gente che si prende troppo sul serio e se in determinati momenti l’umanità avesse dimostrato maggior capacità di ridere la storia sarebbe andata diversamente.
Risponde perfettamente a questi requisiti il Carnevale Maceratese 2012 che nei tanti volti ed espressioni che lo animano, rinverdisce motivi e costumi dell’antica tradizione di Macerata. Una dedica speciale per la 22ª edizione della manifestazione, rivolta allo scomparso presidente della Pro Loco, Pio Tacconi, che in 16 anni ha dato vita con il suo sorriso e il suo entusiasmo al carnevale e ad altre iniziative.
Il sorriso come antidoto al dolore fisico è il primo farmaco cui ricorrono quei medici che si confrontano con piccoli ammalati, troppo presto messi di fronte alle prove difficili dell’esistenza.
Per i bambini dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze è fondamentale rendersi conto di trovarsi in un luogo a loro dimensione, che un mix di natura, animali, gioco e fantasia rendono uno spazio magico.
Tutto ciò viene preziosamente a galla con l’iniziativa “Giardini senza bua”, che apre a osservatori e cittadini le porte della fondazione/ospedale primo in Italia ad avere la certificazione biologica per il proprio parco.
Un’intera giornata tra stand e laboratori per bambini finalizzata alla promozione del rispetto del paesaggio e dell’ambiente, del risparmio energetico, del gioco libero all’aperto, dell’arte ambientale e della didattica nel verde.
Permettere ai cittadini di godersi la propria città a piedi in uno spettacolo di luci, suoni e sapori è un modo efficace per far sorridere una comunità.
E’ lo spettacolo C’era una Notte… Blu che ha portato a Sassari un ricco calendario di eventi tra musica, danza, arte, poesia, gastronomia e shopping, valorizzati dall’attivazione della zona a traffico limitato.
Cancelli aperti fino a mezzanotte nei monumenti simbolo del capoluogo sardo – come il Castello Aragonese, il Barbacane, il Palazzo di Città ed il Palazzo Ducale – mentre le vie della città si animavano delle figure sinuose della danza, di sonorità jazz dal ritmo incalzante e di tanti aquiloni costruiti insieme ai bambini.
Nella memoria di chi era bambino molto tempo fa – agli inizi del secolo scorso – e di molti che lo sono stati in epoca più recente, la parola spaventapasseri rievoca subito il simpatico personaggio del “Mago di Oz”, celebre romanzo di Frank Baum arrivato sul grande schermo in diverse trasposizioni.
Una simile atmosfera fiabesca domina la Festa degli Spaventapasseri di Castellar, che si ripete ogni anno, in primavera.
Sui volti di queste originali creazioni – alcuni rivisitati secondo la tradizione cuneese, altri in chiave moderna – non c’è una smorfia che incute timore ma un sorriso che sembra accogliere i numerosi bambini della zona, ai quali sono dedicati spettacoli di giocolieri e laboratori didattici.
L’abitudine a mascherarsi è nata con l’umanità stessa e da sempre è stata percepita come un veicolo di sentimenti e riflessioni profonde, che appartengono al nostro io più sincero.
Proverbiale incarnazione di questo concetto è lo storico Carnevale di Putignano, giunto alla 618ª edizione e tra i più antichi d’Europa.
Sei secoli di scherzi e sberleffi contro i potenti di turno – ieri l’aristocrazia terriera oggi la politica – messi alla berlina nei loro vizi e abusi manifestati durante la carica istituzionale ricoperta.
Richiamandosi alla lingua e ai costumi del mondo contadino di Putignano, si rappresenta in un carro allegorico o in una maschera il malcontento popolare per ingiustizie e situazioni di privilegio esorcizzate con il sorriso e la voglia di far divertire il pubblico.
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MaGi72: Per la descrizione accurata che sempre fai nei tuoi fotoreportage, ben curati an...
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MaGi72: Bellissima iniziativa! Complimenti a te, Diana, che sei sempre attenta a que...
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Diana Cocco: Hai proprio ragione Max e sono curiosa di vedere gli altri progetti. Grazie per ...
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MaxFelice: Che magnifica iniziativa per un comune così piccolo, sfortunatamente per me cos...
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Giuseppe De Domenico: Grazie Vincenzo, sempre gentile. :-)...







Commenti (6)
Matteo Di Bello (Redazione) scrive:
Forse mi ripeto ma è sempre bello leggere ed anche rileggere, lo confesso, le sintesi elaborate da Marcello per presentare ed unire i fotoreportage vincitori del mese.
Anche il ritardo cronologico
conferisce alla lettura un sapore particolare… quasi un andare indietro nel tempo, sia pur molto breve, che fa tornare alla mente anche tutti gli altri “pezzi” dei fotoreporter della community di Notizie, sempre bravi e pieni di passione civile e di capacità di trasmettere valori ed emozioni attraverso la fotografia.
Marcello Di Sarno (Redazione) scrive:
Mi unisco ai complimenti di Matteo rivolti ai fotoreporter, è tutto merito loro se le parole vengono facili
marivodo (Senior) scrive:
Grazie Marcello , è vero che tornare indietro e rileggere questi Reportage dopo mesi te le fa assaporare di più , poi con il contorno delle tue notelettererir è ancora più bello
MaGi72 scrive:
Complimenti Marcello,
questo articolo è così fluido, così scorrevole che ti trascina alla lettura in un modo sobrio e coinvolgente. La tua capacità di collegare i fotoreportage è unica. Complimenti a te, ma anche ai fotoreporter che, con una semplice macchina fotografica, hanno trasmesso un momento di arte, un momento di vita.
Bello, bello tutto l’insieme!
Saluti
PAOLA ADAMI scrive:
concordo con chi mi ha preceduto, è sempre un piacere rileggerli.
Mi chiedevo….ma in precedenza non venivano messi anche i nomi dei fotoreporter a fianco delle foto?
congratulazioni, buon lavoro!
MAURY54 scrive:
Buon pomeriggio a tutti.
Riconfermo ancora una volta quanto già avevo scritto in precedenza: “I nostri modesti réportage diventando grandi grazie a Marcello che con i suoi interventi finali li rende ancora più coinvolgenti”.
Grazie Marcello e complimenti a tutti
Maurizio