Giovedì 27 novembre 2014, si è inaugurata al Fortino Sant’Antonio Abate a Bari la quinta tappa della mostra fotografica itinerante “50 anni di storia d’Italia per filo e per segno”.

All’inaugurazione erano presenti: Rossano Bartoli – segretario generale della Lega del Filo d’Oro, Francesco Bottalico – assessore al Welfare del Comune di Bari, Luisa Amenduni – direttrice di Ansa Puglia e Sergio Giannullo – direttore del centro socio-sanitario residenziale di Molfetta.

La mostra che ripercorre e celebra mezzo secolo di storia d’Italia e dell’Associazione La Lega del Filo d’Oro, dal 1964 ad oggi, è stata organizzata dalla stessa associazione, con la collaborazione dell’agenzia di stampa Ansa, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati.

Tra le 164 fotografie, esposte in 28 pannelli tutte molto rappresentative: Papa Giovanni Paolo II e l’apertura della Porta Santa; il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro durante una visita nel 1994 all’Associazione; lo sbarco dell’8 agosto 1991 nel porto di Bari dei ventimila clandestini albanesi a bordo del mercantile “Vlora”; la nave San Giusto che parte dal porto di Brindisi per la missione in Libano; il record mondiale dei 200 metri del barlettano Pietro Mennea a Città del Messico; il foggiano Renzo Arbore – testimonial da 25 anni della Lega del Filo d’Oro – in un’immagine con Gianni Boncompagni nella trasmissione “Alto Gradimento”; il trionfo del calciatore Diego Armando Maradona; Benigni ed il suo Oscar e tantissimi altri tra politici, santi, attori, registi, campioni dello sport, premi Nobel, sordo-ciechi , educatori, soldati, operatori, famiglie e volontari.

La mostra fotografica è arrivata a Bari (27/30 novembre 2014 fino alle 17.00) dopo le tappe a Roma, Modena, Milano e Napoli e prosegue per Palermo (11/14 dicembre a Palazzo Branciforte) e Osimo (dal 20 dicembre 2014 a Palazzo Campana).

L’associazione La Lega del Filo d’Oro: si adopera per rendere autonomi i sordo-ciechi e i pluriminorati psicosensoriali, per combattere il loro isolamento, per offrire migliori condizioni dei vita, per reinserirli nella famiglia e nella società, per restituire loro quella dignità a cui ogni persona ha diritto (brochure).

 
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