Assemblea pubblica organizzata dall’Usicons sulla vicenda del Depuratore di Foce Sarno.

Si terrà lunedì 9 maggio, alle ore 18.00, al Caffè Letterario di via Gambardella, l’assemblea cittadina organizzata dall’Usicons sul funzionamento del depuratore di foce Sarno, ubicato al confine del comune di  Torre Annunziata, nel territorio stabiese.

“L’associazione Nazionale Usicons, federata all’Unione Sindacale Italiana, sente la necessità di rivolgersi alla cittadinanza, organizzando un’assemblea pubblica sulla tematica del “Depuratore di Foce Sarno” e, essendo noti per essere una voce libera, riteniamo che è giunto il momento di fare qualche precisazione, onde evitare una cattiva informazione – si legge nella comunicazione del rappresentante Carlo Carotenuto – Seguo la vicenda dal 2006 nel ruolo di segretario provinciale dell’Usicons e delegato nazionale dell’USI. In funzione del sindacato difendo il lavoratore licenziato Angelo Arpino, operaio presso il depuratore, l’unico che denunciò quello che accadeva a quei tempi. Il signor Arpino fu abbandonato da tutti i sindacati concertativi presenti nel cantiere (CGIL, CISL, UIL, UGL) e fu venduto dal suo stesso sindacato patronale (CISAL); situazione taciuta dal silenzio della politica tutta.  In quanto Usicons siamo stati impegnati nella difesa del territorio e dei nostri concittadini, organizzando nel 2009 un’assemblea pubblica, presso il “De Chirico”. L’evento intitolato “Depuratore di Foce Sarno – I cittadini chiedono la Verità” ebbe luogo in tempi non sospetti e coloro che, come me, ne presero parte, esponendosi in prima persona, denunciarono gravi inadeguatezze strutturali e di funzionamento dell’impianto”.

In quella sede, venne resa pubblica l’incertezza sulla provenienza dei materiali reflui che suscitò il dubbio di un consapevole e abusivo smaltimento del percolato durante l’emergenza rifiuti in Campania.

“Sentiamo ora il dovere di puntualizzare determinati aspetti, talvolta strettamente correlati tra loro, esempio il ponte di via Sepolcri, chiuso dal 2006 e ancor senza risoluzione – continua il delegato – Il nostro intervento in questa situazione voleva essere costruttivo per non rischiare di divenire una critica puramente teorica e dunque vana. Per questo motivo ci siamo rivolti alle procure di Napoli e Torre Annunziata, sollecitando un intervento immediato. Si tratta di un sistema ben oleato tra funzionari pubblici e dirigenti di aziende private con la supervisione scientifica di emeriti professori universitari; tutti allo stesso modo colpevoli dei danni economici allo Stato e della devastazione sistematica del territorio mettendo a rischio la salute pubblica. Ben vengano le inchieste giudiziarie che per ora hanno fatto emergere verità, a nostro avviso, di fondamentale importanza”.

 
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