Dopo oltre quattrocento anni San Camillo de Lellis (Bucchianico, 25 maggio 1550 – Roma, 14 luglio 1614) è tornato lo scorso 31 Gennaio 2013 a Manfredonia. L’urna contenente le spoglie mortali di questo santo, custodite a Roma nella Chiesa di S. Maria Maddalena, è giunta in questa città del Gargano a bordo di un elicottero del Corpo Forestale dello Stato che ha toccato terra alle ore 11:30, nell’area antistante al mercato settimanale, situato lungo la Sp 57 “Scaloria”, a breve distanza dall’abitato.

Le spoglie di San Camillo de Lellis, patrono del mondo sanitario e militare, sono state accolte dalle autorità locali (militari, religiose e civili) tra cui i sindaci di Manfredonia (Angelo Riccardi), di San Giovanni Rotondo (Luigi Pompilio), di Monte Sant’Angelo (Antonio Di Iasio), di Mattinata (Lucio Roberto Prencipe) e del paese natale del santo, Bucchianico (Mario Antonio Di Paolo). Oltre a loro sono stati presenti a questo storico evento i membri delle associazioni assistenziali operanti sul territorio, quelli della parrocchia manfredoniana intitolata a questo santo, ed alcuni fedeli e curiosi.

Dopo che l’urna con i resti mortali di San Camillo è stata sistemata su un mezzo funebre e prima della partenza della relativa processione verso la centrale Piazza del Popolo, hanno tenuto i loro discorsi il superiore dei Padri Camilliani della Provincia Siculo-Napoletana, padre Rosario Messina, e l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro. Il primo ha illustrato gli aspetti più significativi della vita del santo, del suo periodo di permanenza a Manfredonia, e della sua conversione, avvenuta il 2 febbraio 1575 presso la Valle dell’Inferno, nel territorio comunale di San Giovanni Rotondo. L’arcivescovo ha dato il bentornato al santo e nel suo discorso ha tra l’altro definito “un evento di grazia” il ritorno di San Camillo in terra garganica.

San Camillo De Lellis, nato da madre sessantatreenne e da padre soldato negli eserciti spagnoli, seguì quest’ultimo nella carriera militare. Dopo la morte dei genitori e la fine dei conflitti, Camillo, non avendo più un lavoro ed essendo un tipo ribelle e sbandato, si lasciò prendere sempre di più dal vizio del gioco, soprattutto delle carte e dei dadi, che lo condusse alla perdita di tutti i suoi averi. Fu così che inizio a peregrinare dapprima a Palermo e a Napoli, per giungere infine, insieme ad un suo amico, a Manfredonia, dove il 30 Novembre 1574, per procurarsi da vivere, chiese l’elemosina davanti al portale della Chiesa di San Domenico. Qui fu notato da Antonio Nicastri, un siciliano trasferitosi a Manfredonia dove lavorava alla costruzione del Convento dei Cappuccini di S. Maria della Vittoria, ora all’interno del cimitero. Costui introdusse il giovane Camillo, di 24 anni, ai frati cappuccini che gli diedero ospitalità e lo fecero lavorare alla costruzione del proprio convento. A Manfredonia il futuro santo rimase fino agli inizi del mese di giugno del 1575.

Fu proprio in questa città che iniziò il cambiamento della sua vita che ebbe però una svolta decisiva il 2 Febbraio 1575 quando, mentre vi stava tornando da San Giovanni Rotondo dove era stato inviato per delle commissioni, giunse presso la Valle dell’Inferno. In questo luogo solitario decise di rinunciare al mondo e di convertirsi definitivamente. Da allora in poi si dedicò completamente ai malati ed ai bisognosi. Tornato a Roma per farsi curare una piaga alla gamba destra, per la seconda volta, presso l’ospedale di S. Giacomo degli Incurabili, qui si distinse nella diligente assistenza agli altri malati, tanto da meritare la promozione a responsabile del personale e dei servizi. Dopo essere stato dimesso, San Camillo diede vita alla compagnia dei Ministri degli Infermi, approvata nel 1586 da papa Sisto V, col permesso di indossare un abito nero con una croce latina rossa sul petto. Tale compagnia divenne un ordine religioso grazie a papa Gregorio XIV e San Camillo, che era già attivo presso l’ospedale di S. Spirito, fondò in altre parti d’Italia le altre case del suo ordine che governò fino al 1607 quando si dedicò a tempo pieno all’assistenza dei più bisognosi, fino alla sua morte avvenuta nel 1614.

Tornando a descrivere il ritorno di San Camillo de Lellis a Manfredonia, il corteo processionale ha attraversato la città fino a raggiungere Piazza del Popolo dove l’urna con le sue spoglie ha sostato dinanzi alla Chiesa di San Domenico e all’annesso ex convento, oggi sede del Municipio. Dal palco sono intervenuti il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi e nuovamente padre Rosario Messina. Il primo cittadino ha parlato dell’esperienza di vita del santo a Manfredonia, città gli ha dedicato l’ospedale civile, una parrocchia, la piazza dinanzi al cimitero, due monumenti. Padre Rosario si è invece soffermato più ampiamente nell’illustrare ai presenti gli aneddoti ed i fatti caratterizzanti della vita del santo patrono del mondo sanitario e militare.

Al termine dei due discorsi il corteo processionale con le spoglie di San Camillo ha lasciato la Piazza del Popolo per dirigersi alla volta della vicina Cattedrale, al cui interno le spoglie del santo hanno nuovamente ricevuto l’omaggio dell’arcivescovo Michele Castoro e resteranno esposte alla venerazione di fedeli per altri due giorni, fino al 2 Febbraio 2013.

Il presente fotoreportage è corredato dalle sottostanti dieci immagini che ritraggono:
- l’atterraggio, nell’area del mercato settimanale, dell’elicottero del Corpo Forestale dello Stato avente a bordo l’urna contenente i resti mortali di San Camillo de Lellis (foto n.1);
- l’urna con le spoglie del santo nel momento in cui viene estratta dall’elicottero (foto n. 2);
- il momento in cui è condotta a spalla ed è inseguita dai gonfaloni dei comuni di Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, Bucchianico nonché delle associazioni assistenziali ivi presenti (foto n. 3);
- il posizionamento dell’urna col corpo del santo su un mezzo funebre (foto n. 4);
- il discorso dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, subito prima della partenza della processione verso Piazza del Popolo (foto n. 5);
- le autorità civili tra cui si riconoscono, da sinistra, i sindaci di Mattinata, di Monte Sant’Angelo, di Manfredonia, di San Giovanni Rotondo e di Bucchianico (foto n. 6);
- le spoglie di San Camillo dinanzi alla Chiesa di San Domenico e all’annesso ex convento, oggi sede del Municipio (foto n. 7);
- il discorso del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi (foto n. 8);
- l’urna coi resti mortali di S. Camillo mentre sta per raggiungere la Cattedrale (foto n. 9);
- un momento di preghiera dell’arcivescovo Michele Castoro dinanzi al santo e all’interno della Cattedrale (foto n. 10).

 
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