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Durante la notte tra il 5 e il 6 novembre ’10 è crollato interamente l’edificio pubblico sede del Collegium Juventutis Pompeianae, società di ginnastica e di sport dell’aristocrazia pompeiana, posto lungo Via dell’Abbondanza.

In quest’edificio erano stati ritrovati molti resti carbonizzati di stuoie (tegetes), la destinazione di Schola Armatorium, oltreché da epigrafi, è dimostrata in maniera particolare dalle decorazioni poste all’esterno, due trofei d’armi, sugli stipiti dell’ingresso due palme, le cui fronde costituivano il premio ambito dai ginnasti; e nell’interno dieci geni femminili sul punto di volare avendo ciascuno un’arma differente e lo scudo.
Le pitture delle pareti, in tempi passati, erano state dai nostri bravi restauratori, come del resto le migliori pitture delle altre case, separate dal suolo per proteggerle dall’umidità. Modello parziale di gesso, sulla parete Est, di uno degli armadi che contenevano gli attrezzi del ginnasio e le armi da scherma. La chiusura moderna di questo armamentarium è stata fatta secondo il modello offerto dal calco di gesso eseguito nell’entrata.

Noi come Sindacato abbiamo segnalato più volte l’e sigenza di personale impegnato esclusivamente a monitorare lo stato di conservazione per poter intervenire a garantire la manutenzione ordinaria dei beni archeologici, ricchi di edifici, affreschi e mosaici in ordine ai 44 ettari.
Abbiamo cercato più volte di promuovere la realizzazione di un programma efficace a garantire la conservazione del bene archeologico pompeiano perché è solo con interventi efficaci che si potrà assicurare l’eterna sopravvivenza di uno dei patrimoni archeologici più importanti al mondo.

Pompei non può essere gestita part-time e senza poteri nostra far affidare a chi gestisce Pompei non un ruolo subalterno ma di diretto responsabile e con gli stessi poteri attribuiti precedentemente al Commissario, altrimenti questa realtà di rilievo mondiale sarà sempre al centro di polemiche di portata internazionale.
Per dare risposte concrete al futuro della Città antica bisogna favorire subito nuove assunzioni, gli Scavi di Pompei hanno bisogno di alcune centinaia di posto di lavoro a tempo indeterminato, tra Archeologi, Architetti, Geometri, Impiegati, Restauratori, Custodi e manovali comuni, per monitorare costantemente lo stato di conservazione dei beni archeologici e garantire il restauro e la manutenzione ordinaria dei beni archeologici già portati alla luce, ricchi di edifici, affreschi e mosaici in ordine ai 44 ettari.

Bisogna mettere in campo tutte le risorse per evitare che accadano crolli e/o deterioramento al patrimonio culturale, storico archeologico di Pompei perché è il più grande giacimento economico presente in Italia, altro che Aziende del Nord, e riveste il ruolo di “officina” per lo sviluppo di tutto il settore imprenditoriale turistico / commerciale ai vari livelli sul territorio vesuviano proiettata nel mercato globale.

Il nostro obiettivo è e rimane quello di concordare un piano di tutela, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio archeologico pompeiano.

Comunicato di Antonio Pepe, Segretario della CISL/bac Pompei
Coordinamento CISL Pompei

 
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Commenti (1)


  1. Ovviamente con queste centinaia di assunzioni il sindacato non interverrà con segnalazioni, spartizioni varie e nepotismo? Ma per piacere, limitatevi a difendere i lavoratori e non a preoccuparvi di creare,anzi, aumentare centri di potere

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