Commenti


  1. Che triste queste donne velate cosi, mi fanno impressione!


  2. @ Michele –
    hai ragione una singolare e suggestiva processione che finalmente ho assistito
    e certo che son d’accordo per il collegamento

    @ Luciano – grazie mille


  3. E’ una singolare e suggestiva processione a cui ho assistito lo scorso anno e che ho documentato in questo mio fotoreportage:
    http://notizie.comuni-italiani.it/foto/54662
    Se sei d’accordo possiamo farli collegare da Luciano.
    Complimenti per le foto significative e la chiarezza del testo.

    Buona Pasquetta


  4. grazie michele per aver condiviso con noi questa processione


  5. Grazie Maria,
    ho documentato con entusiasmo e passione questa processione unica nel suo genere, che da tanto tempo desideravo vedere e vivere in prima persona.
    Saluti


  6. E’ un fotoreportage che trasmette le emozioni vissute in quel momento.

    Complimenti per aver documentato e reso ancora più fruibili delle tradizioni storiche che vanno tutelate e conosciute.

    Saluti


  7. scusate, solo ora leggo i commenti e vi ringrazio tutti


  8. Sia il carciofo brindisino sia quello trinitapolese fanno parte di quelli precoci o autunnali perchè sono in grado di garantire una produzione continua durante l’autunno e l’inverno quando vengono sottoposti ad irrigazioni anticipate ed a trattamento con giberelline. In base alle caratteristiche del capolino i due carciofi sono classificati “inermi”, che si differenziano da quelli “spinosi”. Inoltre il “Brindisino” ed il “Violetto di Trinitapoli” fanno parte della stessa varietà di carciofo che, a seconda delle zone di coltivazione, assume denominazioni diverse, tra cui: “Catanese”, “Violetto di Sicilia”, “Siracusano”, “Liscio Sardo”, “Locale di Sibari”, “Baresano”, “Precoce di Mola”, “Violetto di S. Ferdinando”, “Nostrano di Orta Nova”.