Pino Insegno con la sua istrionica comicità “segna” il teatro Cilea di Reggio Calabria e fa registrare alla stagione dell’Officina dell’Arte un altro straordinario successo. Peppe Piromalli, leader della compagnia reggina, lo ha voluto a tutti i costi perché il suo show “C’era una volta… Signore e Signori buonasera” oltre a dare forti emozioni, racconta la televisione di un tempo, quella “TV che non era un semplice elettrodomestico ma un’amica di famiglia, faceva compagnia, era uno strumento di aggregazione, il vero protagonista del focolaio domestico”. E ieri sera nella massima culla dell’arte reggina, il noto attore e doppiatore romano ha davvero riunito un pubblico eterogeneo regalandogli un sogno, un incredibile viaggio all’interno di quei miti, sceneggiati e personaggi famosi del cinema italiano e non solo degli anni ’60, ’70 e ‘80.

Un’avventura in un mondo che non c’è più, in quella TV in bianco e nero che ha caratterizzato la nostra società. È uno show divertente e ricco di effetti speciali dove Pino interagisce con i grandi della TV come Marcello Mastroianni, Massimo Troisi, Gino Bramieri. Per 90 minuti, il mattatore Insegno prende per mano il suo pubblico, abbatte la “quarta parete” che c’è in teatro e dalla platea inizia il suo viaggio con musica, parole ed immagini proiettate su una TV antica che riporta a quel passato straordinario a cui un po’ tutti noi siamo legati. Sul palco, lo affianco un giovane attore brillante, Federico Perrotta che vuole a tutti i costi diventare famoso e, prendendo in giro i talent, si cimenta in sketch esilaranti. Sembra di essere tornati indietro nel tempo e comodamente seduti sul divano di casa, si fa zapping tra le colonne sonore passate alla storia, anzi alla leggenda, come “Cento Campane”, ai successi cinematografici e gli sceneggiati come “Il segno del comando” con Ugo Pagliai e Carla Gravina, il “Tuca-Tuca” di Raffaella Carrà dove Insegno è catapultato dentro quella televisione e balla con il caschetto biondo più amato dagli italiani per poi lasciare spazio all’indimenticabile Alberto Sordi. E ancora l’emozionante poesia “Nuda” di Pablo Neruda recitata insieme a Troisi e il duetto con Bramieri tra divertenti barzellette.

Insegno sa però, che deve tornare ai giorni nostri e per far cogliere le differenze e i cambiamenti che ha subito la televisione prende come esempio i vampiri di Christopher Lee e quelli del noto film “Twilight” per poi passare alla differenza fra la seduzione nella finzione cinematografica e quella della vita reale, il tutto raccontato con professionalità e divertimento. Il tempo scorre velocemente e quel sogno ricreato da Insegno sta per finire.

Lo spettacolo è veramente piacevole, ben costruito, dove il poliedrico attore imita, racconta, ammicca, canta, stuzzica il suo pubblico. E proprio a quel pubblico prima di congedarsi lascia un messaggio: “La risorsa di questa Nazione è la cultura, l’architettura, i paesaggi. Qui abbiamo tutto, dobbiamo solo valorizzarlo meglio. Tenete alto il nome di questa terra straordinaria e state vicino a persone belle e competenti come gli attori dell’Officina dell’arte che vi stanno lasciando una grande eredità”.

 
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