Il progetto “Viva Vittoria” partito da Brescia è stato creato appositamente per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne; è nato circa nove mesi fa per iniziativa di cinque donne bresciane: Cristina Begni, Silvia Lumini Patrizia Fratus, Simona Romele e Cristina Ghidini. Ha avuto e sta avendo un successo straordinario, più di quanto si potesse immaginare e l’idea che attraverso l’arte si potesse ribadire che le donne possono dire la loro e diventare da vittime ad artefici del loro destino è andata ben oltre le aspettative delle organizzatrici.

L’idea proposta era di ricamare o creare un metro quadro di lana (lavorata a uncinetto o ai ferri) composto da quattro moduli e questa idea ha toccato il cuore e le mani delle donne bresciane; nonne, madri, figlie, suore, anziane delle case di riposo, si sono unite per creare questa opera, e una volta pubblicizzata in internet si sono aggiunte le opere di altre “Vittorie” italiane e si sono così creati dei centri di raccolta in varie province. Ma non basta! I quadrati di lana sono arrivati, dall’Australia, Armenia, Argentina e Etiopia, giusto per citare alcuni luoghi remoti, e sono stati raccolti un totale di sedicimila opere d’arte. I quattro moduli di queste piccole coperte di lana sono uniti da un filo rosso simbolo di passione ma anche di denuncia.

Nella notte fra sabato 21 e domenica 22, una catena umana di volontari ha fatto approdare in Piazza Vittoria, i moduli che sono stati distribuiti ricoprendone la superficie e sistemati in modo da riprodurre la catena del DNA, base fondamentale della vita.

Domenica mattina complice una bella giornata di sole, era splendida piazza Vittoria, tappezzata con questa opera d’arte relazionale condivisa, un vero patrimonio umano fatto di coraggio, solidarietà e speranza.
L’opera resterà esposta fino a mercoledì 25, ogni modulo è messo in vendita a € 25 e l’intero ricavato sarà destinato alla casa protetta: La Dimora che ospita donne vittime di violenza.
Dati esposti in una bancarella: 80% dei casi di violenza sulle donne purtroppo si manifesta all’interno delle pareti domestiche, in quella casa che dovrebbe essere il luogo più sicuro.
Il coraggio di denuncia le donne lo possono trovare se non sono sole.

Sedicimila piccole opere d’arte create da donne, con un’unica domanda che è anche lo slogan della giornata del 25 novembre: Chi decide della mia vita?
Ci auguriamo che da sotto questa grande coperta ne esca il coraggio di denuncia, ma anche che quest’opera d’arte relazionale riesca a modificare la società.

Complimenti sinceri alle organizzatrici e a tutte le donne che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera che come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura di Brescia Laura Castelletti: “ la rete che si è creata senz’altro non avrà fine in quanto è un patrimonio umano troppo prezioso“.

Le foto non hanno bisogno di commenti.

 
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Commenti (8)


  1. Bellissimo Maurizio!


  2. Bellissima iniziativa e belle le foto coloratissime, come colorata è la speranza di tutte le donne!


  3. Grazie Daniela

    Un saluto dal Lago.


  4. Belle parole quelle che hai scritto Kris,
    Grazie.

    Ci auguriamo che la speranza si riempia di splendidi colori e diventi per tutte le donne un’arcobaleno.

    Un caro saluto


  5. bellissima iniziativa, bellissimo reportage….. bellissime ed eloquenti foto!!!!


  6. Buon giorno Emma.

    Già “bellissima iniziativa” e complimenti a tutte le donne.
    Grazie per il tuo lodevole commento, sempre gradito.

    Un saluto e Buon fine Settimana, dal Lago (di Garda)

    M.


  7. Testo bellissimo e foto che certo non hanno bisogno di commenti; condivido le belle parole di chi mi ha preceduto, grazie Maury!


  8. Buona sera, Vi,

    Grazie a te per il tuo più che gradito commento.

    Pensa che erano talmente tanti i quadrati di lana che nelle parti inziali (verso l’inizio e la fine di Piazza Vittoria) erano anche a tre strati.

    Lodevole inziativa.

    Un caro saluto

    M.

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