Si è svolto l’8 dicembre 2013 il più grande spettacolo del fuoco al mondo. È la più importante manifestazione di Agnone e per la sua riuscita lavorano meticolosamente il Comune, la Pro Loco, oltre a tantissimi cittadini e associazioni.

Alle 18:00, al rintocco delle campane della chiesa di Sant’Antonio e della campana che si trovava all’inizio del corso, sono state accese grandi torce – le ‘ndocce – fatte con rami di legno d’abete bianco arricchiti con le ginestre, che più facilmente prendono fuoco e producono il caratteristico scoppiettio. Inizia così il corteo dei portatori appartenenti alle cinque contrade rurali: Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio e San Quirico, preceduto da stendardi, figuranti, zampognari e cavalieri.

L’interminabile fiume delle ‘ndocce infuocate scorre lungo il corso principale di Agnone, dove migliaia di persone, in trepida attesa, si dispongono per assistere alla magia che ogni anno il giorno dell’Immacolata si ripete e che vedrà una riproposta, in forma ridotta, il 24 dicembre 2013. Il crepitio del legno che arde e divampa, l’odore pungente e acre del legno bruciato che riempie l’aria, rendono l’atmosfera unica e irripetibile ed il rito ancestrale del fuoco si compie.

I mille portatori, avvolti da grandi tradizionali cappe e cappelli scuri che ricordano gli indumenti usati dagli Osci, sfilano con l’ndoccia, alta tre metri, poggiata sulle spalle. Partono i bambini con una sola ‘ndoccia, poi gli adulti con due, quattro, otto fino a venti ‘ndocce sistemate a forma di ventaglio o raggiera. Ogni torcia pesa otto chili circa e quindi quella di venti, portata dal mitico Mario, accolto con un’enorme ovazione, pesava circa centosessanta chili; eppure, tra lo stupore ed il tifo delle numerose persone presenti, egli è riuscito a reggere tale peso e a fare le piroette girando intorno a se stesso. Emozionanti, anche i momenti in cui gli ‘ndocciatori, all’improvviso, formavano un cerchio per girare e piroettare insieme, lasciando tutti i visitatori a bocca aperta.

Congiuntamente all‘Ndocciata, i visitatori possono, per le vie di Agnone, gustare le prelibatezze gastronomiche che vengono offerte nei punti di ristoro; andare per mercatini dove si trovano caratteristici pezzi di artigianato; visitare le mostre di presepi artistici nella centrale piazza del Plebiscito: la mostra “La storia sui muri” nel Teatro Italo Argentino ed il Museo Storico della Campana Giovanni Paolo II.

Di origini antichissime, il rito dapprima pagano dell’ ”Ndocciata”, legato al solstizio di inverno, per testimoniare il legame dell’uomo col fuoco purificatore e fonte di vita, diventato poi cristiano in onore del Dio che nasce, è terminato alle venti circa quando tutte le ‘ndocce, al termine della sfilata, sono state accumulate per il gran falò finale, tenuto sotto controllo dai Vigili del Fuoco e dagli uomini della Protezione Civile.

Nel 2011 la ‘Ndocciata è stata riconosciuta dal Ministero del Turismo quale “Patrimonio d’Italia per la Tradizione” e nel dicembre 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico, a cura delle Poste Italiane ha emesso, in tre milioni di esemplari, un francobollo ordinario che appartiene alla serie de “Il folklore Italiano”.

 
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Commenti (2)


  1. fantastico Diana, sempre alla ricerca dell’”Italia sconosciuta”, ma fantastica. Brava.


  2. grazie mille Carmelo, è una manifestazione molto suggestiva e unica – consiglio a tutti di andarla a vedere ;)

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