Venerdì 29 marzo 2024, a Campo di Giove, si è svolta la processione del Cristo morto. Il Venerdì santo, che precede la Pasqua, è il giorno in cui si commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo.

Le strade e stradine del comune abruzzese erano illuminate con tante fiammelle rosse, perché vicino alle porte, sui balconi, alle finestre delle abitazioni erano accesi i lumini votivi.

Numerosi campogiovesi hanno partecipato alla processione che ha percorso le stradine del centro per poi tornare indietro alla chiesa di Sant’Eustachio, il principale edificio religioso di Campo di Giove, preceduti dal sacerdote Bona Tagne Nkounga Magioire. Seguivano la statue di Cristo Morto e della Madonna Addolorata, portate a spalla dai fedeli, il sindaco Michele Di Gesualdo, il vicesindaco Manuela D’Amico, l’assessore Mattia del Mastro, il comandante della polizia locale Maria Di Gregorio, il maresciallo dei carabinieri Giovanni Baldini. Accompagnava con la musica la Banda C.D.G. con Mario Capaldo, Marco Del Mastro, Franco Antonetti.

La processione si fermava a ogni stazione delle quattrodici previste dal rituale cristiano della Via Crucis per ricordare con preghiere gli episodi salienti della condanna, supplizio e uccisione di Gesù Cristo. Suggestiva quella con la grande croce e l’incenso che proveniva da un braciere. Nell’ultima stazione, poggiati su un panno rosso, c’erano anche grandi chiodi, un martello, corde, il copricapo e la lancia dei soldati romani, la croce, i sandali e la corona di spine di Gesù Cristo.

Infine, procedeva lungo il vialetto per entrare e pregare nella chiesa di Sant’Eustachio, gremita di campogiovesi, autorità, turisti.

 
© Riproduzione Riservata
 

Nessun commento

Lascia un Commento