A.C. Belluno 1905 serie D 2011-2012

L’A.C. Belluno 1905 partecipa al campionato nazionale 2011/12 di calcio di serie D girone C.
Risponde alle domande di Comuni-Italiani.it Sergio Carbonari, presidente del club di Belluno.

Cosa significa avere 107 anni di storia calcistica alle spalle?
Sicuramente la nostra società rappresenta una presenza importante nella comunità bellunese, sia dal punto di vista sportivo che sociale. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, posso affermare che il nostro club è sempre stato un punto fermo nel panorama calcistico della provincia, raggiungendo i propri massimi storici disputando il campionato di serie C, la prima volta in cinque stagioni dal 1971 al 1976 e, più recentemente, nel 2003/04 e 2005/06. Ritengo comunque che più di un secolo di storia calcistica, sia sicuramente un traguardo importante per qualsiasi realtà sportiva e per noi non può che essere motivo di orgoglio e soddisfazione.

Dopo 26 partite, avete 34 punti e una tranquilla posizione in classifica. Soddisfatti?
Posso ammettere di essere abbastanza soddisfatto, in particolar modo dei risultati conseguiti nel girone di ritorno in cui abbiamo inanellato una serie di 9 risultati consecutivi utili che ci hanno consentito di uscire finalmente dalla zona critica della classifica e stabilirci nelle posizioni centrali, che sicuramente ci permettono di affrontare lo sprint finale del campionato con maggior consapevolezza nelle nostre possibilità e una tranquillità maggiore nella gestione degli incontri.

Quale partita tra quelle finora disputate ricorda maggiormente per emozioni, risultato?
Personalmente ricordo come fosse ieri la partita del girone di andata fuori casa contro il Città di Concordia: abbiamo gestito tutto l’incontro in maniera ottima, vincendo per 3 a 1 fino a due minuti dalla fine. Le dico solo che il match si è concluso in parità per 3 a 3 e che ci siamo fatti rimontare di 2 gol nei minuti di recupero. Situazioni del genere non devono succedere e mi auguro che non si ripetano mai più occasioni in cui buttiamo via 2 punti in questo modo e per nostra semplice distrazione. Nel calcio si può pareggiare e anche perdere, ma farlo per merito degli avversari lo accetto, per demerito nostro non lo posso più tollerare.

Quali sono gli atleti di punta della rosa?
Abbiamo una formazione piuttosto variegata, con giocatori che in carriera hanno calcato palcoscenici importanti ed altri giovani del nostro vivaio o di settori giovanili professionistici di buonissime aspettative, per questo posso sicuramente dichiarare che nel nostro caso vada premiata la compattezza e l’organizzazione dell’intero gruppo. Non me la sento di fare nomi perché sono veramente contento di quanto ci sta dando ciascuno dei nostri atleti e per questo ritengo che tutti siano ugualmente importanti per la nostra squadra.

Un suo pronostico sulle squadre che lotteranno per la promozione in Lega Pro e su quelle che rischiano di retrocedere.
Per la vittoria finale ed il relativo passaggio nella categoria superiore, metto sicuramente in prima fila il Venezia, una squadra strutturata già in maniera professionistica sia sotto l’aspetto calcistico che a livello di gestione generale. Per quanto riguarda le altre formazioni potenzialmente papabili per il salto diretto o attraverso i play-off, sicuramente le dirette inseguitrici della capolista, ovvero Delta Porto Tolle e Legnago, due squadre entrambe toste e molto ben strutturate, che personalmente però ritengo non siano qualitativamente all’altezza del Venezia. Per quanto riguarda la retrocessione invece, preferisco non sbilanciarmi: la classifica è sempre stata molto corta, quindi bastano a tutte un paio di risultati positivi per poter rientrare nel gruppo salvezza o, al contrario, per essere destinate al purgatorio dei play-out. La scorsa domenica abbiamo giocato contro l’ISM Gradisca, che è l’ultima della classe, e ci ha messo in difficoltà perchè tutt’ altro che una cattiva squadra, quindi nulla può essere ancora detto per nessuno.

Qual è, a suo giudizio, la mission del campionato di serie D nel movimento calcistico italiano?
Ritengo che la vera mission della serie D nel panorama calcistico nazionale sia lo sviluppo dei settori giovanili e l’inserimento dei prodotti dei vivai in prima squadra. E questo è proprio l’obiettivo principe che la nostra società sta cercando di perseguire in questa fase di lavoro. Credo che sia appunto per questo motivo che il campionato di serie D rivesta un ruolo di grande importanza nel movimento calcistico italiano, soprattutto perchè ha la possibilità di essere logisticamente esteso su di tutto il territorio nazionale, andando a coinvolgere sia il piccolo paese che capoluoghi di provincia e realtà con passati anche importanti nel mondo del calcio italiano.

Com’è radicato l’interesse per l’A.C. Belluno 1905 nella comunità locale?
La provincia di Belluno è un territorio geograficamente molto esteso, prevalentemente di zone di montagna e quindi demograficamente non molto popolato, ciò nonostante ci sono diverse società calcistiche minori dislocate in molte località. L’interesse verso la nostra squadra a mio parere risulta essere abbastanza intenso anche se il pubblico presente allo stadio non è particolarmente numeroso, soprattutto perchè logisticamente gli spostamenti in un territorio montano come il nostro non sono agevoli come in altre zone. Ma la mia speranza è che, forti degli ultimi risultati positivi e continuando a portare avanti un progetto importante che permetta ai bellunesi di poter vedere un buon calcio e, perchè no, la possibilità di veder esordire i propri giovani compaesani nel mondo del calcio semiprofessionistico, possa convogliare allo stadio un numero sempre maggiore di appassionati. Per quanto riguarda il rapporto con le istituzioni, come per tante altre realtà calcistiche penso che, pur avendo un confronto formalmente buono, tutti possiamo lamentare la mancanza di un incentivo economico che permetta di aiutare le realtà minori come la nostra a poter sopravvivere e svilupparsi in un contesto che presenta difficoltà non indifferenti, soprattutto in nome dell’importanza sociale che il calcio come lo sport in generale può e deve avere nella crescita dei giovani.

C’è competizione con le altre società sportive, quindi non solo di calcio?
Direi che non esiste una competizione particolare con le altre realtà sportive della provincia, anzi, al contrario posso sostenere che con le altre società esiste un ottimo rapporto di collaborazione e di stima reciproca che tengo personalmente a rafforzare e salvaguardare anche per il futuro.

Esultanza dopo un gol

Come giudica la copertura mediatica del vostro campionato e della sua squadra?
La copertura mediatica è assai presente e completa, sia per quanto riguarda la visibilità del nostro campionato che per la nostra squadra nello specifico: abbiamo due quotidiani che giornalmente riservano uno spazio al nostro club nella sezione dedicata allo sport e particolare attenzione viene posta chiaramente nel numero del lunedì, in cui viene data un’ampia trattazione della cronaca dell’incontro di campionato della domenica. Televisivamente abbiamo principalmente il canale televisivo locale che nelle rubriche sportive riserva ampio spazio per le prestazioni calcistiche dell’A.C. Belluno 1905, assieme ad un paio di altre emittenti regionali sulle quali siamo presenti nei servizi di cronaca sportiva. Infine anche il web, nuova frontiera dell’informazione, ci permette un’ampia visibilità soprattutto fuori provincia e anche all’estero, grazie a dei portali locali e regionali che riportano costantemente le notizie relative alla nostra stagione calcistica.

La crisi economica come condiziona i programmi di calcio di una società di serie D?
Ovviamente il contesto economico in cui stiamo vivendo, condiziona pesantemente la nostra struttura calcistica come qualsiasi realtà attuale. La nostra non è una società guidata dal Presidente/Azionista di maggioranza, bensì formata da un gruppo di 12 persone, amanti del Belluno Calcio, che si dividono le quote in maniera equa: questo è il nostro limite ma penso che, paradossalmente, possa trasformarsi anche in un vantaggio soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando tutti.

Siete protagonisti anche di iniziative sociali?
Uno dei vari obiettivi extra-calcistici che ci siamo posti a carattere societario è appunto quello di riuscire ad essere presenti a Belluno non solo come squadra di calcio ma soprattutto come realtà radicata nel territorio. Per questo, nelle misure che ci possiamo permettere, abbiamo istituito in più di un’occasione delle iniziative di beneficenza e con fine socialmente utile per diverse forme di solidarietà che ci hanno dato delle soddisfazioni. Attualmente, ad esempio, abbiamo organizzato una lotteria che avrà come fine la devoluzione di una parte dell’incasso ad un’organizzazione bellunese che si occupa di integrare le persone con difficoltà attraverso l’aiuto della pet-therapy.

 
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