Soprintendenza - sede di via Plinio

Guide turistiche sul piede di guerra in seguto alla decisione della Soprintendenza di bloccare i fondi per la gestione delle tre postazioni istituite a luglio dall’ex commissario Marcello Fiori, nell’ambito di una regolarizzazione del servizio e come strumento di contrasto agli abusivi della professione. Preoccupazione e sconcerto da parte dei sindacati che hanno dichiarato lo stato di agitazione in attesa di chiarimenti dalll’ente diretto da Jeannette Papdopoulos.

“Un’opera che colma un vuoto di regole durato 24 anni”. Così Daniela Di Vincenzo, vicepresidente dell’Associazione Guide Turistiche, salutava lo scorso luglio, l’opera di riorganizzazione e razionalizzazione dell’attività delle guide turistiche avviata dall’ex commissario Marcello Fiori nell’area archeologica di Pompei.
Il provvedimento diede vita a tre postazioni in corrispondenza degli altrettanti ingressi di piazza Anfiteatro, piazza Esedra e Porta Marina.
Una riqualificazione del servizio che si era resa necessaria per lo stato di degrado e abusivismo raggiunto nelle aree di accesso al sito, come sottolinea la stessa associazione in una nota ufficiale.

Il nuovo regolamento del servizio di guide turistiche all’interno degli scavi di Pompei ,posto in essere, a luglio scorso, dall’ex commissario straordinario Marcello Fiori, ha prodotto l’attivazione di tre postazioni permanenti presso gli altrettanti ingressi degli scavi. A ognuna fanno capo esclusivamente le guide abilitate dalla Regione Campania, che per prestare servizio negli scavi devono iscriversi a un elenco a scorrimento giornaliero e ritirare il badge di riconoscimento.
Presso la postazione sono indicate le tariffe regionali che regolano il servizio. Il provvedimento commissariale ha introdotto anche un codice deontologico condiviso con le associazioni di categorie, nel quale si richiede il rispetto dei colleghi, dei turisti e dei gruppi, oltre che del sito archeologico. Nel contempo si fa divieto di ingaggiare clienti nelle aree circostanti gli scavi archeologici, bar, parcheggi, chioschi, pena l’esclusione dall’iscrizione giornaliera e la denuncia.

“Il selvaggio monopolio di alcuni individui – ricorda l’associazione di cui è presidente Pietro Melziade -, la pessima professionalità degli stessi, l’illegale accaparramento dei malcapitati turisti oltre a sistemi di gestione illegittimi e intimidatori, avevano creato una situazione di reale emergenza tanto da diventare una delle principali motivazioni che hanno indotto al Commissariamento della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei”.

Risultati che il sodalizio dei “ciceroni” mariani oggi vede in pericolo per la decisione prea dal CDA della Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, di bloccare il finanziamento alla società concessionaria del servizio di biglietteria, destinato alla gestione delle tre postazioni. Una scelta che secondo gli stessi rischia di “vanificare tutti gli eccellenti esiti in termini di immagine e di qualità del servizio offerto, come anche dimostrato dal mutamento di opinione della stampa“.
Di qui la decisione di iniziare lo stato di agitazione.

“I Sindacati FILCAMS CGIL, CISL FISASCAT e UILTUCS – conclude la nota – uniti nella finalità di non interrompere il processo in atto, che ha anche avuto ottime ricadute a livello occupazionale, dichiarano pertanto lo stato di agitazione della categoria in attesa di un positivo riscontro da parte della Soprintendenza, che in caso contrario la vedrà complice di un regresso alla vecchia situazione tanto deprecata”.

 
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