Il giorno 8 agosto 2013 a Celle di San Vito, il comune meno popoloso della Puglia (172 ab. al censim. 2011), si è rinnovato il tradizionale pellegrinaggio all’antica chiesa rurale di San Vito con cui i cellesi rimasti in paese ed emigrati, insieme ai loro parenti ed amici, hanno onorato i Santi Vito, Modesto e Crescenza martiri.

La statua a corpo intero di San Vito ed i busti dei Santi Modesto e Crescenza, tutti lignei e policromi, sono normalmente conservati nella chiesa parrocchiale di S. Caterina, risalente al XIX secolo. Per quest’occasione nelle prime ore del mattino essi sono stati caricati su un rimorchio addobbato con tappeti, fiori e piante, il quale è stato agganciato ad un trattore azzurro per essere condotto in processione dalla suddetta parrocchiale fino alla Chiesa di San Vito, che si trova nell’omonima località sita a circa 5 km a sudovest del paese, ma ricade nel territorio del vicino Comune di Faeto.

Alle ore 8:30 dinanzi all’ingresso della Chiesa di S. Caterina il relativo parroco don Antonio Moreno ha tenuto il suo discorso di preghiera, dopo il quale ha avuto inizio il pellegrinaggio-processione verso San Vito. Nel corteo processionale, dietro alla croce, ha sfilato il trattore col rimorchio addobbato e contenente i simulacri dei tre santi il quale è stato inseguito dal parroco, dal sindaco e dai fedeli, tra cui si sono distinte alcune donne che, secondo un’antica tradizione locale, portavano ognuna intorno alla propria testa una corona di foglie, simbolo di penitenza. Non a caso questa festa è popolarmente detta di “San Vito delle corone” e si tiene dal 1981 l’otto agosto di ogni anno e tale data fu scelta per consentire anche ai compaesani emigrati di prendervi parte. Mentre la festa del 15 giugno è detta di “San Vito delle ciliegie” e comporta la processione delle sculture dei SS. Vito, Modesto e Crescenza solo per le vie del paese, senza raggiungere la località San Vito, dove in passato vi si teneva in questa data anche la fiera del bestiame, la vendita delle ciliegie raccolte nei dintorni, e i pellegrini provenienti perlopiù da Celle di San Vito, Faeto e Castelluccio Valmaggiore, oltre a pregare, consumavano il pranzo e si divertivano. Sempre in passato la festa di “San Vito delle corone” si teneva nel mese di aprile e consisteva in un pellegrinaggio di sola penitenza verso il medesimo luogo di culto.

Tornando alla festa dell’otto agosto 2013, va detto che, mentre la processione stava percorrendo Via Roma, all’altezza del Municipio sul lato posteriore del rimorchio contenente i simulacri dei tre santi è stata collocata la campana già appartenente alla Chiesa di San Vito, la quale è stata dunque suonata per tutto il cammino della processione mentre i fedeli intonavano canti religiosi sia in italiano sia nel locale dialetto francoprovenzale.

Dopo che il pellegrinaggio ha raggiunto la Chiesa di San Vito intorno alle ore 10:45, al suo interno il medesimo parroco ha celebrato la S. Messa al termine della quale il sindaco cellese, rag. Palma Maria Giannini, ha comunicato che saranno a breve appaltati e dunque iniziati i lavori che riporteranno la chiesa ai suoi antichi splendori, secondo quanto stabilito dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, e che pertanto, a lavori ultimati, l’edificio di culto sarà di nuovo fruibile e vi si potrà tornare a festeggiare i SS. Vito, Modesto e Crescenza anche il 15 giugno, giorno della loro solennità.

Per quanto riguarda la Chiesa di San Vito un pannello illustrativo presente in loco ci informa che di essa si hanno notizie fin dagli inizi del XII secolo come testimoniato da una bolla di papa Pasquale II del 1100 e dalla conferma di papa Innocenzo III, datata 20 febbraio 1212. La medesima chiesa fu dal XV al XVIII secolo il santuario ufficiale della baronia di Faeto, Celle di San Vito e Castelluccio Valmaggiore ed è stata infine abitata fino agli anni ’50 del secolo appena trascorso da un eremita che alloggiava nella cella adiacente ad essa sul lato sinistro. Attualmente la chiesa versa in uno stato di rudere, ma è stata recuperata e messa in sicurezza. A destra della chiesa vi è un’antica taverna (stazione di posta per il cambio dei cavalli) di epoca romana, poi trasformata nell’attuale masseria di proprietà dei Maresca, che era munita nel suo cortile di una fontana lapidea con vasca a vari giochi d’acqua, datata 1610, che venne costruita nel luogo del Fons Aquilonis, ritenuto la sorgente del torrente Celone che scorre nella valle sottostante ai centri abitati di Faeto, Celle di San Vito e Castelluccio Valmaggiore. Il complesso architettonico e monumentale della suddetta chiesa e della taverna-masseria faceva anticamente parte del borgo rurale di San Vito, oggi non più esistente, che si trovava in una zona boscosa presso la suddetta sorgente, e lungo il tracciato romano della Via Traiana, realizzata per collegare Benevento a Brindisi.

Al termine della funzione religiosa le persone presenti si sono recate alle spalle della chiesa e della taverna-masseria per consumare, all’ombra degli alberi ed in un clima di festa e di solidarietà, le specialità gastronomiche che avevano preparato e portato dalle proprie case. A partire dalle ore 15 hanno intrapreso il cammino processionale inverso per tornare a Celle di San Vito, paese che prende nome sia dalla suddetta chiesa sia dalle celle abitate in estate dei monaci del convento di S. Nicola che era situato più a valle. Tali celle, sul finire del XIII secolo, vennero occupate dai coloni provenzali che, come mercenari, avevano combattuto i saraceni a Lucera per conto di Carlo I d’Angiò e da lui furono stanziati qui e nella vicina Faeto per difendere il vicino castrum di Crepacore. Perciò i due piccoli comuni conservano ancora oggi la lingua e le tradizioni francoprovenzali, costituendo un’isola linguistico-culturale in Puglia, oggi tutelata per legge.

Il presente fotoreportage si correda delle sottostanti dieci immagini che ritraggono:
i busti di S. Crescenza e S. Modesto e la statua a corpo intero di S. Vito mentre sono condotti in processione su un rimorchio addobbato con tappeti, fiori e piante e a sua volta trainato da un trattore (foto n. 1);
i fedeli cellesi mentre seguono in processione i loro santi protettori in Via Roma (foto n. 2);
il momento in cui, dinanzi al Municipio, viene caricata sul rimorchio addobbato la campana appartenente alla Chiesa di San Vito, meta finale del pellegrinaggio (foto n. 3);
il rimorchio addobbato e contenente i tre simulacri dei santi protettori e la campana mentre lascia il centro abitato cellese (foto n. 4);
il parroco don Antonio Moreno con alcuni fedeli tra cui si distinguono le donne che portano intorno alla testa una corona di foglie, simbolo di penitenza (foto n. 5);
l’arrivo dei pellegrini in località San Vito (foto n. 6);
la sosta dinanzi alla Chiesa di S. Vito del rimorchio addobbato su cui sono collocati i simulacri dei SS. Crescenza, Modesto e Vito e la campana (foto n. 7);
la Chiesa di San Vito (foto n.8);
un momento della S. Messa celebrata dal parroco don Antonio Moreno nella medesima chiesa (foto n. 9);
l’intervento del sindaco di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini, tenutosi alla conclusione della funzione religiosa (foto n. 10).

Si ringraziano il sindaco ed i membri della comunità di Celle di San Vito che hanno preso parte a questo pellegrinaggio per l’ospitalità, la generosa disponibilità e le informazioni fornite.

 
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