La festa di San Giuseppe, festa tradizionale, viene onorata con una cavalcata per le vie della città di Scicli. Festa che affonda le radici nel Medioevo che ricorda la fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e del Bambin Gesù, in groppa ad un asino. La tradizione storico-religiosa della fuga in Egitto si svolge ogni anno nel mese di marzo, ed esattamente per San Giuseppe, con la preparazione di cavalli che vengono bardati con fiori e violaciocche e con essi i cavalieri, percorrendo le strade della città.

Lungo il percorso si raggruppano persone che consumano insieme cene frugali a base di arrosti. Caratteristico l’abbigliamento dei cavalieri: un paio di pantaloni di velluto, gilet di colore scuro, una camicia bianca con le maniche rimboccate, con una cintura molto larga lavorata a mano, di vari colori, con grande fazzoletto che penzola, sul fianco destro, con fazzoletto rosso ed una burritta col giummo in testa.

La festa riprende la devozione delle proprie radici della cultura contadina e si chiede a San Giuseppe l’acqua per far crescere il grano, le fave. Al passare della cavalcata si sente ripetere “Patriarca beddu, dateci l’acqua, fate piovere”. In ogni casa si sente la devozione e si trova esposta l’immagine di San Giuseppe che protegge la famiglia da ogni fatalità. La festa di San Giuseppe si regge sulla generosità dei fedeli.
Le foto rappresentano la cavalcata con i cavalieri.

 
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Commenti (3)


  1. che belle foto – bravo Emanuele, ma toglimi una curiosità … non vevano freddo?
    Quante belle tradizioni nella nostra Italia


  2. La temperatura oscilla fra i 5° gradi ai 15°, il freddo è sopportabile. Molte sono le tradizioni nei vari comuni. Ciao


  3. io a 5° muoio di freddo – ciao

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