Domenica 26 marzo, in occasione delle “Giornate del Fai 2017”, il Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo di Spoleto che ospita le opere d’arte recuperate dopo le scosse di terremoto in Valnerina, è stato inserito tra le strutture da visitare. Un’occasione questa che in molti non si sono lasciati sfuggire. Ideato dopo il sisma Umbria-Marche del 1997, il Deposito è stato ultimato nel 2008 con l’obiettivo di dotare il territorio di una struttura antisismica dove poter ricoverare opere provenienti da situazioni di rischio per calamità naturali. Oggi ospita circa 4.800 reperti tra dipinti, sculture, oggetti sacri di oreficeria, paramenti sacri, crocefissi, campane e materiale archeologico, la maggior parte provenienti dal comune di Norcia dove molte chiese sono state distrutte e che si spera ritornino presto alla loro originaria collocazione.

Diretto dalla dott.ssa Tiziana Biganti del Polo Museale di Perugia, operativa nella struttura dal mese di agosto 2016, nel deposito sono custodite, tra l’altro, importanti opere come l’Incoronazione della Vergine, una pala d’altare che il pittore Jacopo Siculo dipinse dal 1539 al 1541 per i frati francescani della chiesa dell’Annunziata, una statua lignea dorata del cinquecento raffigurante una Madonna in trono col Bambino, purtroppo con la testa staccata, recuperata presso la chiesa di Sant’Antonio Abate a Frascaro di Norcia. Abbastanza integra invece la statua della Madonna vestita con Bambino proveniente dalla chiesa di S. Andrea a Campi, risalente al XVIII secolo. L’abitato di Campi è un castello di pendio sorto nel 1288 lungo un’antica strada che collegava Norcia con Visso.

La visita, guidata dagli apprendisti Ciceroni dell’Istituto di Istruzione Superiore “Pontano – Sansi – Leonardi” di Spoleto, ha dato modo di apprezzare il grande patrimonio culturale di questo territorio ed acquisire consapevolezza del lavoro svolto dal Ministero dei Beni Culturali, dalle Forze dell’Ordine, dalle Forze Armate, dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione civile.
Importante anche il lavoro di chi quotidianamente si impegna con competenza e dedizione al restauro delle opere ferite dal sisma.

 
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