L'ASD Fortitudo Mozzecane CF 2010-2011

L’ASD Fortitudo Mozzecane CF è la squadra di calcio femminile di serie A2 di Mozzecane, comune veneto in provincia di Verona, con più di settemila abitanti.
Intervistiamo Giuseppe Boni, fondatore e quindi dirigente storico della società, e anche allenatore delle pulcine.

Una stagione in linea con le previsioni della vigilia?
La passata stagione è andata al di sopra di qualsiasi aspettativa; la squadra ha giocato un buon calcio e forse proprio per questa ragione non è riuscita ad ottenere qualcosa di più del quarto posto. Ottimo l’inserimento, per la prima volta nella storia della Fortitudo, di un’allenatrice alla conduzione della prima squadra; la Formisano si è dimostrata all’altezza, dando un’impronta alla squadra ed amalgamando bene il gruppo.

Quale atleta si è messa maggiormente in evidenza?
Il nostro punto di forza sono le giovani e soprattutto le giovani del nostro vivaio; si tenga conto che in Italia non esiste un Comune di 7000 abitanti (da poco) con una squadra femminile in A2, che in organico non presenta ragazze più distanti di 30-40 km e che tessera quasi 100 ragazze. Venturini (93 e nazionale under 19), Peretti, Pecchini e Faccioli (tutte del 92) giocando in campionato 22 partite su 22 sono il nostro miglior biglietto da visita.

Cosa rappresenta oggi nel movimento sportivo italiano il calcio femminile?
Essere nelle prime 20 società d’Italia, per un club partito da zero quindici anni fa, è una grande soddisfazione ed un grande onore, ma d’altro canto è anche una grande responsabilità che ci spinge a fare sempre qualcosa di più, specie quando vediamo in TV 50.000 persone presenti allo stadio della recente finale del mondiale femminile.

Con la diffusione del digitale terrestre è aumentata notevolmente la copertura televisiva degli sport diversi dal calcio maschile di serie A e B. Ritiene sufficiente l’attenzione di televisione e giornali e siti internet per il calcio femminile?
Quest’anno siamo andati sui RaiSport 1 per la prima volta nella nostra storia, ma certamente la diffusione televisiva (e non solo) di questo sport è ancora agli albori, mentre i sacrifici per tenerla in piedi sono certamente superiori a quelli di altri sport “privilegiati”.

Giuseppe Boni

La pallavolo femminile è molto diffusa nel nostro paese. Secondo molti addetti ai lavori è uno sport di squadra molto adatto alle donne. Cosa ne pensa?L’interesse per il calcio può ancora crescere tra le ragazze?
Io credo che tutti gli sport siano adatti sia ai maschi che alle femmine, col tempo la parità dei sessi porterà ad un sempre maggior livellamento delle differenze ancora in essere; il problema del calcio femminile come sempre sta nel manico. Se esistono alcune realtà che funzionano nella società civile, nello sport in generale o nel calcio femminile in particolare, lo si deve alle persone che stanno dietro a questa fioritura; purtroppo nel nostro caso non esiste un leader con idee e forze nuove in grado di far sbocciare il movimento.

Che rapporto c’è tra la sua squadra e la comunità di Mozzecane?
Debole, poche persone vengono a vedere le nostre partite, devono assistere alla partita dalla strada perché non abbiamo una tribunetta, pochi soldi vengono erogati dalle varie amministrazioni (zero da provincia e regione) e tanti problemi vengono lasciati a carico della società che quindi spesso deve dedicarsi a loro invece che all’aspetto puramente sportivo; abbiamo comunque ricevuto un campo tutto per noi dopo 12 anni di scontri.

C’è competizione con altri sport di squadra nel dividersi l’interesse degli sportivi di Mozzecane?
C’è competizione solo per quanto riguarda le strutture comunali, ma non dal punto di vista sportivo/tifo.

Siete protagonisti anche di iniziative sociali, benefiche, culturali?
Poco, siamo in pochi e non c’è sufficiente tempo: festa di apertura e di chiusura della stagione, qualche piccola raccolta fondi per qualche associazione di volontariato (comitato per la Pace, …).

Come vi state muovendo per la nuova stagione?
Data la filosofia della società e la scarsità di risorse economiche stentiamo a fare campagne acquisti di un certo livello, anzi molto spesso alcune delle nostre ragazze se ne vanno allettate da qualche offerta (spesso scoperta) di società limitrofe; abbiamo tesserato tre nuove ragazze D’Alessandro, Giubertoni e Troiani, siamo alla ricerca di un portiere, e ci siamo posti come obiettivo un risultato superiore a quello della passata stagione: almeno 3° posto.

La crisi economica condiziona la gestione di una squadra di calcio femminile di serie A2?
Anche prima della crisi non è che navigassimo nell’oro, ma certamente ora è ancora più difficile reperire quei soldi che sono necessari allo svolgimento della stagione; anche sotto questo profilo riteniamo di essere il numero 1 in Italia: non credo che in serie A o in serie A2 e probabilmente anche in serie B esista una società con 100 ragazze e 5 squadre che chiuda il bilancio largamente al di sotto dei 100.000 euro.

 
© Riproduzione Riservata
 
 

Nessun commento

Lascia un Commento