Giuliano Pisapia

Dal 1945 al 2006 sono dieci i primi cittadini premiati dalle elezioni che hanno guidato il consiglio comunale di Palazzo Marino. Il profilo dell’undicesimo uscirà dal voto amministrativo del 5 e del 6 maggio, in vista del quale Comuni-Italiani.it ha intervistato Giuliano Pisapia, 61 anni, candidato a sindaco di Milano come indipendente, sostenuto da una coalizione di centrosinistra.

Tra emergenze e possibilità di sviluppo quali sono le priorità del territorio?
Le priorità del territorio sono innanzitutto dare risposte concrete ai cittadini per quanto riguarda aria pulita, sia nel senso di riduzione dell’inquinamento, sia nel senso di maggiore trasparenza nell’attività dell’amministrazione comunale; lavoro/economia, oggi 1 giovane su 4 è senza lavoro e chi ha un lavoro è spesso precario, a ciò si aggiunge la perdita di lavoro da parte di 40/50enni a cui è necessario offrire formazione adeguata per poter rientrare nel mercato; mobilità e cultura.

Rispetto a queste priorità, come si articolerà la sua campagna elettorale?
Per quanto riguarda l’aria pulita la mia campagna elettorale va collegata anche alla sensibilizzazione dei referendum ambientali di Milano mirati proprio alla diminuzione dello smog, all’aumento del verde cittadino.
Sul fronte lavoro/economia sto incontrando e incontrerò nei prossimi le categorie professionali, i dipendenti del comune e delle aziende partecipate e municipalizzate. Ritengo importante confrontarmi anche con loro su idee, progetti ed esigenze in vista del futuro governo della città.
Sulla mobilità abbiamo messo in evidenza le problematiche legate alle piste ciclabili…non basta mettere due strisce gialle lungo i marciapiedi per dire di aver risolto il problema. Quanto è stato fatto, è propaganda elettorale, oltre ad essere dei percorsi pericolosi per i ciclisti stessi e per i pedoni, visto che gli ostacoli che si incontrano lungo i percorsi sono molti.
Cultura: questo è un aspetto che è molto importante per una città internazionale quale deve essere Milano. Proprio pochi giorni fa, a dimostrazione di quanto sia un punto principale del nostro progetto, è stato organizzato un grosso evento durato tre giorni, attraverso percorsi storico/culturali tra le diverse zone di Milano, e che si è chiuso con una serata in cui protagonisti sono stati scrittori, attori, cantanti, insomma l’essenza della creatività del nostro territorio. Perché è importante fare e offrire cultura in centro e nelle periferie.

I tre aspetti qualificanti del suo programma.
• Nuova demografia che vuol dire coesione sociale;
• nuova economia: perché senza sviluppo non c’è uguaglianza sociale;
• nuova democrazia: una maggiore partecipazione anche alla trasformazione dei consigli di zona in municipalità con risorse e autonomie.

I suoi primi 100 giorni da sindaco. Quali atti avranno la precedenza su tutto il resto?
Nei primi 100 giorni verrà avviato il progetto Wi-Fi X Milano grazie al quale diffonderemo l’utilizzo gratuito di internet in città, rendendo più facile la scoperta di Milano e lo sviluppo economico.

Giovani e quote rosa. Che criterio seguirà nella selezione della squadra di governo in merito a questi due aspetti?
Sono molto felice che già nelle liste che mi sostengono ci sia una forte presenza di donne, quasi il 50%, e di giovani.
Per quanto riguarda il futuro ho già affermato che all’interno dell’amministrazione comunale e delle municipalizzate ci sarà il 50% di presenza femminile non in una visione puramente simbolica, ma perché rappresentanti di competenze e professionalità, così come saranno valorizzati i giovani.

Torna centrale il tema delle fonti energetiche e dello sviluppo ecosostenibile. Come opererà il suo eventuale governo su questo campo?
Partiremo dall’efficienza energetica degli edifici pubblici con tetti solari, teleriscaldamento e orientamento verso modelli a emissione zero. Questo sarà anche l’obiettivo della politica edilizia pubblica e privata che deve trovare nelle aziende comunali il sostegno tecnico e gestionale, nel sistema universitario il supporto scientifico, nell’economia milanese le imprese, i tecnici e i lavoratori necessari.

Ospiterebbe una centrale nucleare sul suo territorio?
No, un no ancora più deciso dopo il disastro avvenuto in Giappone. Le centrali non sono sicure e costano troppo. Costi che aumentano a dismisura per lo smaltimento delle scorie radioattive e per la dismissione delle centrali. E’ molto più vantaggioso dal punto di vista, ambientale, salutare, economico e dello sviluppo del territorio puntare sulle rinnovabili.

Guardando alla grave situazione di Lampedusa e ai conflitti in nord Africa, come vive il territorio il fenomeno dell’immigrazione e che tipo di interventi in tal senso prevede il suo programma?
Per quanto riguarda la strettissima attualità Milano deve fare la sua parte mostrando, com’è sua tradizione, il suo carattere di città che sa accogliere. Ora è compito del Governo dare indicazioni chiare su di un tema che coinvolge l’intero Paese. La distinzione tra profughi e clandestini è in questo momento del tutto fuorviante. E’ indispensabile che il governo affronti al più presto e dia una soluzione alla condizione giuridica delle persone che arrivano dalla sponda sud del Mediterraneo, in particolare attraverso la concessione di permessi umanitari temporanei.
Sul fenomeno più complesso dell’immigrazione è necessario pensare in termini di integrazione. E’ parte del concetto di nuova demografia di cui parlavo prima.
Occorre quindi una nuova politica abitativa che, anche attraverso la creazione di un’Agenzia per la Casa, consenta a persone di diversa origine sociale, culturale o geografica di vivere negli stessi quartieri. Creando quel mix sociale che permette la conoscenza reciproca senza la paura del diverso, ma con il rispetto da parte di tutti di regole condivise. Allo stesso modo, è necessario regolamentare la distribuzione sul territorio degli esercizi commerciali in modo da offrire un’offerta commerciale completa in ogni quartiere.
Il Comune potrebbe creare, come primo strumento, una rete di sportelli chiamati “Nuove Cittadinanze” che offriranno ai nuovi cittadini informazione e assistenza, seguendo l’esempio degli 80 comuni della Provincia di Milano che già sono in rete, diventandone il capofila.

Federalismo fiscale. Una risorsa o un deterrente per il rilancio del territorio?
Può essere una risorsa. Tutto dipenderà da come verrà portata a termine la riforma. Per quanto ci riguarda attueremo una riforma della finanza municipale con il ricorso a strumenti come i BOC per recuperare le risorse destinate agli investimenti. Ciò ha come obiettivo il rilancio del territorio.

Alla fine di questa esperienza che paese si impegna a consegnare ai suoi concittadini rispetto a come si presenta oggi?
Mi impegno a lasciare una città aperta, efficiente, sostenibile, rivolta al futuro…semplicemente illuminata!

 
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