Commenti


  1. c’è anche un negozietto lì vicino che li vende :)


  2. Le belle foto di questo fotoreportage esprimono appieno la coniugazione tra l’arte dei madonnari e l’iniziativa umanitaria pro Meyer. Saluti e Buon 2012


  3. Grazie a Persone sensibili, nel mondo delle Arti, che queste cose possono avere visibilità pubblica in città d’Arte, come Firenze. Questo è un bellissimo esempio da copiare per altre importanti città. La secolare Arte dei Madonnari è un patrimonio da tenere ben stretto. All’estero ci omaggiano con Festivals dedicati ai Madonnari Italiani. In Italia, a parte qualche lodevole iniziativa, come questa di Firenze, il resto son soltanto multe, agli artisti, per imbrattamento del Real suolo pubblico. Come al solito,ci si scorda del tesoro artistico che soltanto noi abbiamo. Il nostro “Oro Nero”,lo possiamo distruggere soltanto noi italiani.
    Grazie a Firenze e agli organizzatori dell’evento.

    Bruno Fabriani – Madonnaro/Streetpainting


  4. iniziativa lodevole che incarna appieno lo spirito del Natale. Buon Anno anche a te, Dominique :-)


  5. Così lontani, ma sempre più vicini!
    Mi piacciono i gemellaggi con Paesi stranieri per poter promuovere scambi di cultura e di tradizioni.
    Grazie per il tuo reportage.


  6. Buona sera Dominique,

    un pò in ritardo, ma complimenti siceri per questo tuo réportage.
    Ben fatto e storicamente interessante

    Un saluto

    Maurizio


  7. Marivodo,
    La tua precisazione è sicuramente giusta e per certi aspetti completa la mia descrizione di San Miniato ma è doveroso evidenziare che quanto da me affermato non è “sbagliato” in quanto nel testo ho detto ” fu quindi adibito nel 1630 a lazzaretto per gli appestati ed infine ripreso dai Gesuiti ” chiudendo lì la frase.
    Ritengo quindi che tale testo non possa essere preso come un’affermazione che “oggi ci sono i Gesuiti” ma che vi sono stati in passato e peraltro come da te affermato deduco che gli Olivetani vi ritornarono nel XIX secolo molto probabilmente al posto dei Gesuiti.
    Terminata questa “piccola” disquisizione storica spero che lo stesso risulti interessante e sia apprezzato anche da altri, tenuto conto che queste “precisazioni” non cambiano l’importanza storica ed artistica della Chiesa e delle opere in essa racchiuse che sicuramente meritano una visita.


  8. Scusa l’aggiunta ma ora a San Miniato non ci sono i Gesuiti ma gli Olivetani che hanno anche il negozietto sul lato sinistro dove vendono vari liquori di erbe e souvenirs
    “I monaci olivetani (dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore in provincia di Siena) ritornarono solo nel XIX secolo quando fu anche costruito il cimitero monumentale delle Porte Sante che ospita numerose cappelle della borghesia fiorentina realizzate in stile liberty e art dèco. ”

    saluti da una fiorentina d’adozione