Si aggirano per la città di Rieti, anche nelle ore centrali del giorno, con camioncini, tute bianche, mascherine e attrezzature da guerra batteriologica; ce l’hanno con le erbacce che crescono sui bordi delle strade, ma anche con i getti di vegetazione ai piedi degli alberi dei viali cittadini.
Spruzzano prodotti non identificabili ma dall’effetto devastante, perlomeno sui nemici vegetali individuati, ma anche sui piccoli malcapitati animali che si trovano tra l’erba e i cespugli – su di noi non è dato sapere.

Sappiamo tuttavia, perché ce lo hanno comunicato i proprietari di alcuni terreni, che negli orti situati nei pressi delle scarpate interessate da questi trattamenti, non attecchiscono ortaggi. Ma poi, meglio così, chi li vorrebbe mangiare?
Sappiamo, poiché lo abbiamo visto, che il terreno delle scarpate ove sono stati irrorati tali prodotti, frana a valle invadendo a tratti la carreggiata stradale, poiché privo del sostegno delle radici della vegetazione devastata dai trattamenti.

Intanto si continua a parlare di dissesto idrogeologico e della necessità di inerbire le scarpate; la stessa legge 415 del 18.11.1998 (legge Merloni) fa espresso riferimento alle tecniche di inerbimento.
Non oso inoltre pensare agli effetti che questi prodotti potrebbero avere sulla salute pubblica: allergie? malanni ancora peggiori? Ci assicurano che se usati nel modo e nelle quantità corretti, tali prodotti non provocano alcun danno alla salute; sarà, ma non sarebbe la prima volta che si sbagliano.

 
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Commenti (3)


  1. Bravo ! è importante segnalare questo problema , ho notato la stessa cosa in Toscana in campagna dovè questo prodotto fa morire anche gli ulivi , i cipressi e i bellissimi Iris selvatici che sono in fiore ora in Toscana su tuttele scarpate , senza parlare come dici tu degli animali sterminati , insetti,ricci etc… bisogna fermargli subito !


  2. Lavoro ben fatto per un problema reale e d’attualità!

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