Nella serata del 6 gennaio di ogni anno a Verona e nel veronese c’è l’usanza di bruciare un fantoccio posto al culmine di una catasta di legna.

Questo viene chiamata “vecia” e nella tradizione popolare è l’anno vecchio che si chiude e che bruciando si porta via malanni, disgrazie, in pratica tutte le cose brutte che si desidera e quindi augurarsi un anno più propizio.

San Briccio, piccolo paese di collina e ogni anno un grande falò.
I preparativi si vedono già nel primo pomeriggio quando con un trattore arriva il carro già pieno di rami e cassette… e qualche petardo.

Alle 18 già si anima la piazzetta, c’è anche un laser che imperversa nell’aria. Gli organizzatori sono già tutti all’opera per la riuscita della festa e poi verso le 19,00 si accende il primo fuoco nella catasta e tutti con il naso in su per lo spettacolo di questa pira che piano piano s’incendia.

Ogni paese ha i suoi personaggi, a San Briccio, frazione del comune di Lavagno, c’è un certo Zeus che allieta la serata e nel contempo alle bancarelle si vende vin brulè e trippe, e la musica fa da contorno.

 
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Commenti (3)


  1. foto davvero scenografiche!


  2. Immagini significative e… infernali! ;)
    Il fuoco ha sempre il suo fascino speciale, anche in foto!
    Le fiamme avranno anche riscaldato il pubblico.


  3. Matteo, ti assicuro che scaldava, ad un certo punto l’aria si è spostata verso di noi e abbiamo dovuto spostarci.

    concordo sul fascino del fuoco e delle situazioni tra il sacro e il profano che si trovano ancora nei paesi.

    grazie a voi e grazie a tutti del passaggio

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