Per i veneziani è una delle feste religiose più importanti e senz’altro una delle più amate.

Il 21 di novembre si rinnova da ormai più di tre secoli, il voto fatto alla Madonna dalla Serenissima nel 1630, quando la città di Venezia fu vittima della peste. Gli storici scrivono che per il contagio morirono compreso il circondario 47.000 persone fra i quali il Doge Nicolò Contarini e il Patriarca Giovanni Tiepolo.

Da qualche anno al 21 novembre in pellegrinaggio non si vedono soltanto i veneziani che senz’altro anche per il 2016, hanno risposto in massa alla Festa dea Salute, così chiamata da loro, ma i fedeli provengono da tutto il Veneto e anche da altre parti d’Italia, tanti anche i turisti stranieri.

I fedeli sbucavano a centinaia sin dalle prime ore del mattino dall’Accademia e dal Ponte Votivo chiamato anche Ponte della Salute, un ponte costruito appositamente per questa Festa, inaugurato il 18 novembre e chiuso al transito alle ore 06 del giorno 22 novembre,

Il picco ha raggiunto il massimo verso le ore 10 quando sono arrivate le autorità civili, militari e religiose per citarne alcune: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il Prefetto e il Questore, subito dopo è arrivato il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che ha celebrato la Messa Solenne, esprimendosi durante la predica sul tema del matrimonio: “….il nostro tempo è segnato da un forte individualismo per cui la famiglia è in conflitto col pensiero comune dominante e ispirato da taluni media… l’individualismo è incompatibile con il Vangelo sia in ambito spirituale, sia sociale, sia pedagogico e sia politico”, poi rivolgendosi alla Madonna ha concluso: “…come un giorno fece a Canaã di Galilea, interceda oggi per la nostra Chiesa, per la nostra Città, per la Chiesa universale ma soprattutto interceda per il mondo intero che in questo periodo sembra averne grande necessità…”

Un imponente servizio di sicurezza con varie forze dell’ordine compreso l’esercito blindava la Basilica e l’area circostante.

Alla termine della messa, le famiglie con i più piccoli si sono precipitati sulle bancarelle tra i banchi di dolciumi e palloncini.

Per l’occasione a Venezia erano aperti luoghi d’interesse come l’ Ateneo Veneto e il Teatro La Fenice, finalmente rinato, tornando ai fasti del suo antico splendore, dopo l’incendio che l’aveva completamente distrutto.

Nota: Il 25 aprile essendo Festa Nazionale Civile che coincide anche con il giorno del Santo Patrono: San Marco la legge consente che il Comune scelga un altro giorno per usufruire della festività patronale, il Comune di Venezia ha scelto il 21 novembre.

Fotoreportage:
foto 1,4 – Messa solenne e il Patriarca;
foto 2,3,9,10 – Ponte Votivo, Basilica, e bancarelle;
foto 5 – l’ altare;
foto 6 – il Sindaco di Venezia;
foto 7 – il rito delle candele, qualche lamentela per il caro-prezzi minimo € 3,00 massimo € 12,00;
foto 8- la Basilica gremita, per tutta la giornata del 21 ad ogni ora veniva celebrata una messa.

 
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Commenti (2)


  1. Grande testimonianza, grazie Maurizio!


  2. Grazie a te Cristina,
    per il gradito commento.

    Un saluto dall’Altipiano
    M.

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