Maurizio Buccarella

Il 6 e il 7 maggio anche a Lecce gli elettori sono chiamati decidere il futuro della città attraverso la scelta del primo cittadino e del consiglio comunale.

Tra i sei aspiranti inquilini di Palazzo Carafa c’è Maurizio Buccarella, 47 anni, candidato a sindaco per il MoVimento 5 Stelle Lecce.

Tra emergenze e possibilità di sviluppo quali sono le priorità del territorio?
Lecce è una grande potenzialità inespressa. A fronte di ricchezze storiche, artistiche e naturali che potrebbero lanciarla di diritto tra le prime città europee per flussi turistici di livello superiore, paga lustri di arretratezza di governo che hanno frenato il suo sviluppo virtuoso appesantendola di un deficit di bilancio dalle dimensioni ancora lungi dall’essere chiare. Rilanciare il turismo in maniera organica sarà senz’altro uno dei primi passi per invertire la rotta e per creare nuove opportunità di lavoro ed economia.

Rispetto a queste priorità, come si articolerà la sua campagna elettorale?
La nostra campagna elettorale è imperniata sull’introduzione di strumenti che permettano la partecipazione delle migliori intelligenze cittadine e comunque della cittadinanza in generale all’amministrazione della città.
E’ quanto abbiamo “predicato” per mesi, e non solo in questi ultimi giorni convulsi di gara a chi la spara più grossa, ai nostri gazebo e nelle nostre uscite sui media.

I tre aspetti qualificanti del suo programma.
Al primo posto, come già detto, l’introduzione del più elevato numero possibile di strumenti di democrazia diretta che permettano ai cittadini sia di “entrare” nelle decisioni importanti della Amministrazione sia di controllarne l’azione: vediamo tale progetto come propedeutico a tutto quanto si possa fare per Lecce in maniera condivisa e migliorativa.

A seguire, il rilancio di Turismo ed Agricoltura come elementi fondanti dell’economia di una città che ha in sé gli ingredienti necessari per un proprio rilancio sia sociale che economico.
Infine, rimettere mano dalle radici ad una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, settore da cui possono arrivare benefici non solo a livello economico ed ambientale, ma anche in termini di occupazione.

Alla luce degli scandali che coinvolgono la politica italiana, teme una forte astensione alle urne?
Ed eventualmente con quali argomenti pensa di convincere gli elettori?

Crediamo in un’opinione pubblica più accorta di quanto la si dipinga. C’è rabbia e diffidenza verso “questa” politica, questa gestione dei partiti a mò di comitati d’affari sganciati dal reale sentire della cittadinanza.
Noi MoVimento 5 Stelle cerchiamo di arrivare a tutti garantendo che un altro modo di concepire la politica c’è, è quella da noi incarnata di “cittadini per i cittadini”.

I suoi primi 100 giorni da sindaco. Quali atti avranno la precedenza su tutto il resto?
L’inserimento nello Statuto Comunale degli istituti del Referendum Cittadino a quorum zero, tenuti almeno due volte l’anno; l’adesione alla Strategia Rifiuti Zero per rimodulare l’intero ciclo della gestione dei rifiuti; la creazione di un Tavolo permanente tra tutti gli operatori del turismo a tutti i livelli per individuare le linee guida di indirizzo per giungere ad una strategia di promozione turistica qualificata e condivisa che porti economia e lavoro sfruttando virtuosamente gli ingredienti di cui Lecce già dispone.

In tempi di crisi e di drastici tagli ai trasferimenti ai comuni, come pensa di garantire i servizi al cittadino e le politiche sociali?
Ci stanno lasciando i fichi secchi e con quelli dobbiamo tentare di organizzare le nozze.
Da un lato si procederà per tagli alle spese davvero inutili, a partire – senza voler essere demagoghi – da quelle della macchina amministrativa (auto di rappresentanza, licenze software proprietari, etc.) e dall’altra alla ridiscussione delle priorità di spesa, mettendo in cima quelle per il supporto delle fasce deboli e svantaggiate, vere grandi vittime silenziose di questa crisi.

Federalismo fiscale. Una risorsa o un deterrente per il rilancio del territorio?
Sia il federalismo fiscale che il mantenimento di una gestione prevalentemente centralistica dei tributi sono un falso problema. Sia a livello statale che a livello periferico il problema reale è il modo in cui questa classe politica gestisce tali flussi.
Il controllo della spesa pubblica ad opera dei cittadini opportunamente organizzati, uniti ad un’equa politica di riscossione dei tributi, può portare realmente ad un miglioramento del rapporto Amministrazione – amministrati, nel momento in cui questi ultimi conoscano la destinazione d’uso delle proprie tasse.

E’ sempre attuale il tema delle fonti energetiche e dello sviluppo ecosostenibile. Come opererà il suo eventuale governo su questo campo?
Siamo senz’altro per una vera “democrazia energetica”. Il nostro è un no critico verso qualunque tipo di produzione industriale dell’energia che calpesti ambiente, territorio ed abitanti.
Va supportata la piccola autoproduzione e soprattutto l’efficientazione energetica di ogni edificio pubblico e privato, che porta lavoro e salvaguarda l’ambiente in cui viviamo. Il fabbisogno energetico non può e non deve mai essere anteposto al benessere della popolazione e a quello del territorio che la ospita.
Lo “sviluppo ecosostenibile” è ormai un concetto pleonastico, perché non ci può essere sviluppo senza ecosostenibilità, non ci può essere economia laddove non si tiene conto della salute e dell’ambiente circostante.

Rispetto alla necessità ineludibile di una maggiore trasparenza nella gestione della cosa pubblica, quali misure adotterà la sua amministrazione?
Ovunque vi sia controllo diretto e la possibilità di intervento del cittadino informato nella Amministrazione Comunale, l’operato di quest’ultima migliora virtuosamente arricchendosi dei punti di vista che solo chi è destinatario di determinati provvedimenti può segnalare.
Andiamo ben oltre la trasparenza amministrativa: istituiremo tutti gli strumenti che mettano in grado la cittadinanza di tornare ad essere centrale nelle scelte vitali per la città, soggetti attivi e non più passivi di decisioni, oggi prese da una politica sempre più distante e sorda alle istanze del territorio.

A fine mandato che paese si impegna a consegnare ai suoi concittadini rispetto a come si
presenta oggi?

Avremo la possibilità di effettuare insieme una svolta epocale per Lecce. Tra cinque anni potremo aver compiuto il miracolo di aver traslato il potere dalle mani dei pochi che oggi gestiscono in maniera affaristica il governo della città ignorando talvolta in maniera spudorata il bene comune, alle mani di una cittadinanza emancipata e dotata di strumenti in grado di influire direttamente sulle proprie sorti che trasformerà gli amministratori da decisori in esecutori della volontà diffusa. A nostro modo di vedere, sarà una città incomparabilmente migliore.

 
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