Imolese ACFD

L’Imolese ACFD partecipa al campionato nazionale di calcio femminile serie A2 girone C.
Intervistiamo Milena Gandolfi, presidente della società di Imola, comune in provincia di Bologna.

Alla quinta giornata di ritorno, avete 42 punti in diciotto partite. In classifica siete terzi a otto partite dalla fine. Una stagione in linea con le previsioni della vigilia?
Sì, siamo molto soddisfatti perché stiamo rispettando appieno i nostri obiettivi di inizio stagione che sono arrivare nelle prime quattro con la prima squadra nazionale, vincere il campionato regionale con la Primavera per accedere alle fasi nazionali e incrementare il settore giovanile. Per ora tutto procede come da programmi perché la prima squadra è terza a cinque punti dalla quarta, la Primavera ha vinto 16 partite su 16 ed è in testa alla classifica e il settore giovanile è incrementato e ci stiamo ancora lavorando.

Quale partita tra quelle disputate in questo campionato ricorda maggiormente per emozioni, risultato?
Quest’anno sono in tribuna, mentre gli anni precedenti ero in panchina, quindi vivo con intensità maggiore tutte le partite nel bene e nel male. Quella che mi ha entusiasmato di più, anche se abbiamo perso, è stata col Siena. Siamo partite molto forte e per 30 minuti abbiamo creato molto e con belle giocate, ma poi abbiamo perso. Dal punto di vista tattico mi è piaciuta molto anche quella in casa vinta 4-0 con la Sestrese. Essendo loro una squadra molto fisica, noi le abbiamo battute con la tecnica e il nostro gioco, mentre, per altri motivi, sempre sportivi, ma di pura rivalità cittadina, sicuramente i tre derby vinti, due in campionato e uno in Coppa Italia.

Un suo pronostico sui verdetti del campionato di serie A2 di calcio femminile.
Nel girone A vedo molto bene il Mozzecane, squadra che conosco bene, poiché l’anno scorso era nel nostro girone. Mi piace la società che sta lavorando molto bene. Il girone B un po’ più combattuto penso che il favorito sia il SudTirol, retrocesso dalla massima serie ma anche il Pordenone che ci sta provando già da qualche anno. Mollano sempre nel finale, ma gli auguro che quest’anno possa essere l’anno buono. Nel girone C il Grifo Perugia è nettamente favorito mentre nel D c’è il Napoli.

Imolese ACFD Primavera U19

Quali sono i punti di forza della rosa?
Ho il mio “zoccolo duro“, le ragazze che, nel tempo, hanno fatto strada nell’Imolese e su cui questa squadra fonda le sue basi, dalle giovanili all’attuale prima squadra, e fra tutte spicca il capitano Federica Funiciello, il portiere Miriam Bonaventura, i difensori Alice Spada e Desiree Casamenti, Romina Sbrescia, la figliol prodiga che ha cambiato sponda ma che poi è tornata ed è innamorata di questa squadra. A queste si aggiungono Silvia Casacci, che ora è anche responsabile dell’immagine e del marketing, Simona Cimatti per la sua grinta in campo e nel trascinare le sue compagne, Francesca Magrini per i sacrifici iniziali per andare da Pesaro a Imola, Parvin Baharvand per avere voluto fortemente questa società da Ravenna, poi le ultime arrivate, in particolar modo nelle ultime due stagioni. Giulia Baldini, classe 1994, che ha voluto fortemente l’Imolese nonostante giocasse già in Serie A2 nell’altra squadra di Imola, ma voleva questo gruppo e ha creduto in noi ripagandoci coi gol, 20 in 18 partite. Poi ci sono le giovani speranze, che l’ottimo lavoro societario nel credere nelle giovani, ha fatto salire in prima squadra dal settore giovanile, Giulia Giovannini classe 1993 e Giada Sasdelli classe 1992 e, in ultimo, il difensore Jessica Francesconi, classe 1991, che la società inseguiva da qualche anno, Annarita Campesato, classe ‘91 proveniente dal calcetto, Barbara Benedetti proveniente dalla serie C di Vasto e le veterane Valentina Raddi, secondo portiere, e Beatrice Alberi, che si sono tutte inserite bene. Poi abbiamo le giovani promesse: Claudia Soglia, classe 1994, ottimo esterno che cresce con continuità e Giorgia Filippi, classe 1996, al suo primo anno con l’Imolese proveniente dai giovanissimi maschili del Val Senio e Miriam Savini, difensore, classe 1993, acquistata dalla Woman Ferrara di serie D. Insomma lo zoccolo duro si sta allargando sempre di più.

Milena Gandolfi

Cosa rappresenta oggi nel movimento sportivo italiano il calcio femminile?
Purtroppo poco. C’è poca visibilità e, se non sei prima in classifica e non fai dei risultati in continuazione, pochi parlano di te o del calcio femminile. Anche la nazionale femminile è davvero pubblicizzata poco, non come in altre nazioni in cui il calcio femminile è un movimento seguitissimo, da tifosi e mass media.

Con la diffusione del digitale terrestre è aumentata notevolmente la copertura televisiva degli sport diversi dal calcio maschile di serie A e B. Ritiene sufficiente l’attenzione di televisione, giornali e siti internet per il calcio femminile?
Si può sempre migliorare però noi abbiamo il nostro sito www.imoleseacf.it, sempre aggiornato, e per dare ulteriore visibilità alle nostre imprese ci serviamo di Ciao Radio Tv che riprende le nostre partite casalinghe e confeziona una trasmissione. Per il resto, i risultati escono sul televideo Rai, ma molto tardi rispetto alla fine delle partite. Sarebbe davvero molto bello se si riuscisse a fare un 90° minuto del calcio femminile, parlando almeno dei campionati nazionali.

La pallavolo femminile è molto diffusa nel nostro paese. Secondo molti addetti ai lavori è uno sport di squadra molto adatto alle donne. Cosa ne pensa? L’interesse per il calcio può ancora crescere tra le ragazze?
Non userei il termine più o meno adatto. Sono due sport diversi, ma le donne stanno dimostrando che nello sport stanno facendosi valere e questi sono due sport entrambi molto praticati. La pallavolo ha più rivalità essendo sport più comune per le femmine, mentre nel calcio femminile, essendoci poche squadre, è più difficile perché le ragazze bisogna andarle a cercare. L’importante è che le atlete pratichino il calcio con passione. L’interesse delle ragazze è molto vivo, ma non sempre ci sono gli sbocchi giusti.

Imolese ACFD Giovanissime 2012

Che rapporto c’è tra la sua squadra e la comunità di Imola?
La città di Imola è una città plurisportiva, si praticano miriadi di sport, dai più impensabili come il tiro al bersaglio, pattinaggio, frisbee, agility , kart, golf, nuoto moto ai più comuni come calcio, basket, pallavolo e tennis. Ogni gruppo è ben seguito e noi abbiamo diversi
tifosi, molti genitori, amici, fidanzati, ma anche curiosi che ci seguono sia da Imola, ma anche da Bologna e San Lazzaro di Savena, perché gli piace il nostro impianto e il nostro gioco. Proprio per questo abbiamo insistito con l’Amministrazione comunale per avere il campo Bacchilega, in perfette condizioni e con ottima tribuna e visibilità. I nostri tifosi ci seguono da sempre e quando si vince ancora di più. L’anno scorso che, per la prima volta, abbiamo dovuto lottare per la salvezza, avevamo sempre i Fedelissimi, soprattutto ragazzi giovani, ma anche persone adulte. Con le varie istituzioni, cerchiamo di avere ottimi rapporti, anche se abbiamo faticato all’inizio, ma poi abbiamo dato lustro al Comune con vittorie importanti, come il titolo italiano Under 14 nel 2002, Coppa Italia di calcio a 5 in collaborazione con Imola C5 femminile, nel 2007 e tre titoli italiani del CSI (Centro Sportivo Italiano) a Siracusa nel 2003, a Frosinone nel 2004 e Lignano Sabbiadoro nel 2006, più le varie promozioni, ben quattro in sei anni dalla serie D (ultima categoria) alla serie A2 (seconda categoria). Cerchiamo di partecipare a tutte le attività organizzate dal Comune di Imola, con Sport al Centro nella giornata nazionale dello Sport del 2 Giugno, a qualsiasi manifestazione anche pubblicitaria, ma partecipiamo anche a campionati di calcetto sia CSI che AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport). Facciamo volontariato all’interno del centro sociale Zolino, che ci ospita per i nostri allenamenti e cerchiamo di convincere le squadre maschili che ci siamo anche noi e di farci invitare ai loro tornei estivi. Ma è davvero difficile, perché verso questo sport c’è ancora molta diffidenza.

Nel 2011 in ritiro a Sportilia tutte le squadre dell'Imolese ACFD

C’è competizione con altri sport di squadra nel dividersi l’interesse degli sportivi di Imola?
Il nostro è un sport che vede a Imola solo due squadre e quindi non credo che ci litighiamo i tifosi, mentre con gli altri sport c’è un buon rapporto perché i tifosi vanno da una parte e dall’altra.

Siete protagonisti anche di iniziative sociali, benefiche, culturali?
Intanto al nostro interno abbiamo tantissime situazioni di disagi familiari, lavorativi e altro, e cerchiamo sempre di dare una mano. Abbiamo ragazze straniere, marocchine, rumene, alcune ragazze portatrici di handicap fisici e tecnici, ma questo non vuol dire scartarle, ma aiutarle. Partecipiamo a manifestazioni dell’AVIS. A livello culturale abbiamo partecipato all’inaugurazione della centrale dell’Hera, abbiamo invitato l’artista Giovanni Bertozzi, in arte Gio’ Bert, scultore di opere in legno, alla nostra partita e in tale occasione ci ha regalato una sua scultura.

La crisi economica come condiziona la gestione di una squadra di calcio femminile di serie A2?
La risposta purtroppo è ovvia. Il calcio femminile già era penalizzato in condizioni normali, con questa crisi, trovi gli sponsor che ti rispondono, “mi dispiace, calo nelle vendite… ho messo gente in cassa integrazione come faccio a darli a voi…” e purtroppo hanno ragione. Noi grazie ad alcune aziende riusciamo ancora a mantenere in essere i progetti che abbiamo in corso, ma purtroppo avendo tanti progetti, non riusciamo a proporli. Speriamo di uscirne presto da questa crisi, ma non per il calcio femminile ma per l’Italia in generale, perché il nostro popolo ha bisogno di onestà, lavoro e dignità.

 
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