A Faeto, piccolo comune di lingua e cultura francoprovenzale collocato sui Monti Dauni meridionali a guardia della valle del torrente Celone, ha avuto luogo nel primo pomeriggio di Giovedì Santo, 2 aprile 2015, la tradizionale processione di Gesù carcerato, che è partita alle ore 16:15 in punto dalla Chiesa Parrocchiale del SS. Salvatore, ed ha interessato le principali vie del paese.

Protagonista di questo corteo religioso e storico è stato il busto ottocentesco, ligneo e policromo, che ritrae Gesù nel momento dell’arresto, con i polsi incrociati ed una corda che lega le mani, tra le quali è posta una canna, utilizzata per percuoterlo. Il simulacro è stato eseguito per devozione di Leonardina Petitti fu Giovanni e viene portato in processione, il Giovedì Santo di ogni anno, da quattro figuranti in coloratissimi costumi d’epoca.

Le due caratteristiche che rendono unica questa processione sono costituite dalle “Verginelle”, sei donne vestite di nero come l’Addolorata ed ordinate in due file laterali, e dai “Giudei”, giovani figuranti che fanno la parte di soldati romani, indossando un originale costume, unico nel suo genere. Esso è caratterizzato da un elmo e da una corazza di latta variamente dipinti con motivi fantastici, non militareschi. Su alcune corazze vi sono disegni in bassorilievo a tema religioso come il volto della Madonna o quello di Cristo. I Giudei indossano, intorno al collo, un colletto lavorato all’uncinetto, le loro spalle sono rivestite da uno scialle di raso e la corazza ricopre una sottana bianca ricamata. Oltre ad essere provvisti di spada e di pugnale, costoro impugnano una tipica lancia adorna di nastri e fazzoletti colorati, detta perciò “bandiera”, avente una coccarda di cartapesta sulla punta. Il gruppo è coordinato da un capo giudeo che impartisce ordini suonando una tromba. Inoltre le Verginelle ed i Giudei sono protagonisti anche e soprattutto nelle processioni del Venerdì Santo e presenziano alle celebrazioni eucaristiche di questo periodo.

Nel caso della processione dello scorso Giovedì Santo, due Giudei si sono frapposti nel corteo tra le sei Verginelle ed il simulacro di Gesù carcerato, altri tre, con il capo giudeo, si sono posti alle spalle di questo simulacro e gli ultimi quattro hanno seguito i figuranti in costume e preceduto il resto dei fedeli. A guidare i fedeli nelle preghiere e nei canti ha provveduto il parroco don Antonio Moreno, che, alla testa del corteo, ha preceduto le Verginelle e seguito la Croce. Al termine della processione, il busto di Cristo carcerato, come di consueto, è stato collocato nel presbiterio della suddetta chiesa parrocchiale, dinanzi all’altare maggiore trasformato per l’occasione in altare della reposizione, ed ha ricevuto l’omaggio dei fedeli, rimanendo scortato dai Giudei. In tarda serata, i fedeli faetani si sono riuniti nuovamente in chiesa per l’Adorazione Eucaristica. Nei tempi andati si pregava e si cantava per l’intera nottata, secondo la tradizione francoprovenzale locale.

Il presente fotoreportage è illustrato dalle sottostanti sei immagini aventi per oggetto:
l’ottocentesco busto di Gesù carcerato, condotto a spalla da quatto portatori in costumi d’epoca (foto n. 1);
le sei Verginelle, vestite di nero, seguite dai primi due Giudei, con le tipiche “bandiere” (foto n. 2);
il cammino della processione con il busto di Gesù carcerato ed il resto del corteo in costumi multicolori, caratterizzato dai altri Giudei con i tipici vessilli (foto nn. 3-4);
il rientro del simulacro nella Chiesa del SS. Salvatore (foto n. 5);
il busto di Gesù carcerato collocato nel presbiterio della chiesa, per l’omaggio dei fedeli, e a sua volta spalleggiato dall’altare della reposizione, appositamente allestito per contenere le ostie consacrate durante la messa in Coena Domini (foto n. 6).

 
© Riproduzione Riservata
 
 
 

Nessun commento

Lascia un Commento