Installato sui prati di Canove, frazione del Comune di Roana, per la sua mole non passa inosservato.

Il Leone Alato è il simbolo di unione della Serenissima (Repubblica di Venezia) con le nostre montagne ed è anche il simbolo di una antica fratellanza, della bellezza e della fierezza di antichi popoli, dei nostri avi che hanno superato nel corso della storia ogni avversità: carestie, guerre, catastrofi naturali e, come ultima prova, il Covid-19.

L’artista Marco Martalar ha realizzato questa opera assemblando più di 1500 pezzi di schianti e radici divelti da Vaia, raccolti nei boschi di Mezzaselva, dove abita (frazione del comune di Roana, sull’Altipiano dei 7 comuni).

Il corpo è realizzato con radici e legni sfibrati e divelti dalla furia del vento. La criniera invece è realizzata con i rami di abete rosso, anche questi raccolti dopo la furia del vento.

La struttura e lo scheletro sono in legno assemblato da viti e fili di acciaio.

L’opera, alta 3mt e lunga 4,70 mt, pesa 350kg. Iniziata nel Ottobre 2019 e ultimata nel marzo 2020, è il più grande Leone Alato in legno al mondo.

Dal 2 al 12 Settembre 2020 è stato esposto nella Cittadella della Mostra del Cinema di Venezia.

 
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Commenti (3)


  1. Fortissimo. Grazie Maurizio, non sapevo della sua esistenza. Diana


  2. Grazie a te Diana per il passaggio e gradito commento.
    Un saluto dall’ Altipiano. Buon Settembre.
    M.


  3. Bella opera bel reportage, io che non viaggio quasi mai è bello vedere usanze e tradizioni del nostro paese. ciao maury

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