Tobia Giordano

L’ASD Femminile Juventus di Torino ha partecipato al campionato di calcio femminile di serie A2.
Intervistiamo Tobia Giordano, direttore generale della società per la stagione 2010-2011.

Una stagione in linea con le previsioni della vigilia?
Sì, siamo appena saliti in A2, dopo un estenuante campionato di serie B, e come obiettivo avevamo da raggiungere una tranquilla salvezza, che nonostante la lunga serie di infortuni che ci ha colpito, abbiamo tranquillamente raggiunto con quattro giornate di anticipo.

Quale atleta si è messa maggiormente in evidenza?
Quest’anno la nostra forza è stata senza dubbio il collettivo, e soprattutto le ragazze della primavera che per l’intera stagione hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo prefissato, anche se una particolare nota di merito va ad Alessia Cenzato che ha disputato una grande stagione ricoprendo diversi ruoli in campo, anche non di sua pertinenza.

Il calcio femminile cosa rappresenta oggi nel movimento sportivo italiano?
Poco, forse niente, ma la speranza di tutti è che prima o poi ci si accorga anche della nostra esistenza, e far sì, come nel resto d’Europa, che le società maschili aprano anche al calcio femminile.

Con la diffusione del digitale terrestre è aumentata notevolmente la copertura televisiva degli sport diversi dal calcio maschile di serie A e B. Ritiene sufficiente l’attenzione di televisione e giornali e siti internet per il calcio femminile?
Sì, oggi come oggi, si possono seguire i più svariati sport, ma non c’è traccia del calcio femminile, se non repliche nelle tarde ore notturne.
Per quel che riguarda tv e giornali, a parte Italia7gold, nessuno ne parla, lo spazio sui maggiori quotidiani sportivi è al massimo destinato ad una notizia flash con i risultati solo del campionato di serie A. Dire che è poco è un eufemismo.

La pallavolo femminile è molto diffusa nel nostro paese. Secondo molti addetti ai lavori è uno sport di squadra molto adatto alle donne. Qual è il suo parere?
La pallavolo, per la frequentazione delle ragazze, ma anche la pallanuoto femminile, per i risultati ottenuti, sono molto diffuse e seguite sul territorio nazionale. Quello che dal mio punto di vista manca ancora al calcio femminile, è un risultato importante in una grossa manifestazione (mondiali, ma anche solo europei) che consenta la messa in onda in diretta e su rete pubbliche delle partite, cosicché la gente possa affezionarsi anche a questo sport. In Germania agli ultimi mondiali, c’è stata una presenza media di 50.000 persone agli stadi e share sulla ZDF intorno al 20%!!!.

ASD Femminile Juventus rosa 2009-2010

L’interesse per il calcio può ancora crescere tra le ragazze?
Assolutamente sì, e sta crescendo, tanto che oggi giocano a calcio atlete di 6/7 anni, e la nostra società negli ultimi due anni ha portato il numero di iscritte, da 40 a 120, iscrivendo oltre alla prima squadra nel campionato di A2, anche una primavera nazionale, una giovanissime, 2 squadre di esordienti e una di pulcine, oltre ad aver aperto anche un settore destinato al calcio a 5!

Che rapporto c’è tra la sua squadra e Torino?
Purtroppo, a parte qualche piccolo aiuto, né regione, né provincia, né comune, ci offrono alcun contributo, e solo grazie a qualche simpatizzante riusciamo a raccogliere dei fondi per portare avanti (con enorme fatica e sacrificio), con il sostegno di molti volontari, la società.

C’è competizione con altri sport di squadra nel dividersi l’interesse degli sportivi di Torino?
A Torino, ci sono Juve e Toro, che portano via tutto, non ci sono spazio ed interesse per nessun altro sport di squadra, basti vedere la presenza di formazioni torinesi, in tutti i principali sport, basket, volley, ecc. Per trovare una squadra bisogna scendere di parecchie categorie.

Siete protagonisti anche di iniziative sociali, benefiche, culturali?
Quando possiamo, mettiamo volentieri a disposizione la nostra società, per qualunque iniziativa dedica al sociale, con varie manifestazioni per raccolta fondi da destinare alla ricerca sul cancro e alla SLA.

Il 29 agosto 2011 riprendono le attività per la prossima stagione. Avete apportato modifiche alla rosa e allo staff tecnico?
Qualche cambiamento quest’anno c’e’ stato, alla guida della prima squadra è rimasto Panigari, il cambio è stato nel preparatore atletico, il prof. Plescia è subentrato a Momo, che ha dovuto lasciarci per motivi lavorativi. Per quel che riguarda la squadra, oltre al rientro di Magnarini, dopo un anno di serie A al Torino, hanno raggiunto la nostra società anche Pamela Gueli, in arrivo dalla Roma, Giovanna Pittoru, dal Tempio Pausania, Romina Barbero, dal Saluzzo, e stiamo ancora lavorando per portare sotto la mole una centrocampista e un’attaccante da affiancare a Gueli per rendere il nostro attacco uno dei migliori della categoria.

La crisi economica condiziona la gestione di una squadra di calcio femminile di serie A2?
Ovviamente sì, i costi aumentano di anno in anno, società si dissolvono nell’aria ad ogni inizio giugno, sponsor non se ne trovano, diventa sempre più dura così gestire una società, una mia idea sarebbe di evitare che i comuni e le regioni sponsorizzino solo alcune società, in base ai loro interessi, ma che paghino le iscrizioni a tutti. Insomma, quel poco che c’è a disposizione va diviso più equamente, solo così si può continuare a sperare che il calcio femminile possa sopravvivere e piano piano evolversi, per poi potersi mantenere un domani sulle proprie gambe.

 
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