Luigi Celori

Come nelle passate consultazioni amministrative del 2006, i pometini dovranno tornare alle urne una seconda volta per eleggere il nuovo primo cittadino: allora al primo turno votò il 74,45% degli aventi diritto, stavolta la percentuale di affluenza si è attestata sul 72,74%. In questa prima tappa laziale dello speciale sui ballottaggi del 29 e 30 maggio, Comuni-Italiani.it ha intervistato Luigi Celori, 56 anni, candidato a sindaco di Pomezia del Popolo della Libertà.

Tra emergenze e possibilità di sviluppo quali sono le priorità del territorio?
Bisogna cominciare con il risolvere le emergenze di questo territorio che sono tante dal lavoro che manca, alla questione mal gestita dei rifiuti, alla lotta alla microcriminalità. Ma subito dopo dobbiamo puntare allo sviluppo di Pomezia, creare quei collegamenti viari e di trasporti che possano portare la nostra città, con un polo industriale rivitalizzato, al centro del sistema economico.

Rispetto a questi aspetti quale messaggio cercherà di trasmettere ai cittadini da qui alla data del ballottaggio?
I cittadini devono scegliere se cambiare o continuare a convivere con queste emergenze. Cinque anni di amministrazione di centrosinistra con De Fusco hanno portato questi risultati negativi, figuriamoci cosa potrebbe accadere con un suo secondo mandato. In questi giorni di campagna elettorale mi sono impegnato per cercare di risolvere i problemi dei cittadini pur stando all’opposizione. Mi sono preoccupato ad esempio delle sorti della clinica di Sant’Anna, unico presidio sanitario del territorio, che rischiava di chiudere, riuscendo a sollecitare l’intervento della Regione Lazio e salvando la struttura.
Sto già pensando a come garantire un futuro occupazionale ai disoccupati sia con il rilancio del polo industriale, con l’avvio dei lavori della Nuova Pontina, con lo sviluppo del nostro Litorale in termini archeologici ed ambientali. Spero che questo mio messaggio giunga a tutti.

I tre aspetti qualificanti del suo programma per governare la città.
Ho puntato la mia campagna elettorale su tre semplici parole: lavoro, pulizia, sicurezza. Questo manca a Pomezia e su questo m’impegnerò per garantire ai cittadini una migliore qualità della vita.

I suoi primi 100 giorni da sindaco. Quali atti avranno la precedenza su tutto il resto?
Comincerò con l’attivare canali di finanziamento tra Europa, Governo e Regione per risanare il bilancio comunale, De Fusco lascia un disavanzo di 113 milioni di euro; farò poi convenzioni per le opere pubbliche con i costruttori destinando tutte le entrate fiscali del Comune al sociale e al risanamento del debito.

Giovani e quote rosa. Che criterio seguirà nella selezione della squadra di governo in merito a questi due aspetti?
Nella mia squadra ci sono già giovani e donne e saranno con me.

Torna centrale il tema delle fonti energetiche e dello sviluppo ecosostenibile. Come opererà il suo eventuale governo su questo campo?
Temi come le energie rinnovabili, come la raccolta differenziata sono stati sempre miei. Tanto che da consigliere alla Regione Lazio ho proposto e fatto realizzare quattro leggi che regolamentano il solare termico e fotovoltaico, il risparmio dell’acqua, la bioedilizia e l’obbligo della raccolta differenziata per tutti gli enti pubblici.
Nel mio programma di Sindaco ho voluto continuare su questo percorso. Pomezia sarà all’avanguardia nella promozione e gestione delle energie rinnovabili e nella tutela dell’ambiente. Realizzeremo il primo quartiere pilota nel Lazio alimentato ad idrogeno prodotto da fonti rinnovabili con il duplice vantaggio economico e di salvaguardia ambientale.

Ospiterebbe una centrale nucleare sul suo territorio?
Ripeto, Pomezia sarà una città ecotecnologica, le fonti rinnovabili saranno sufficienti a garantire il fabbisogno energetico.

Guardando alla grave situazione di Lampedusa e ai conflitti in nord Africa, come vive il territorio il fenomeno dell’immigrazione e che tipo di interventi in tal senso prevede il suo programma?
Qui a Pomezia abbiamo gli stessi problemi che si riscontrano in tutta Italia. Tanti immigrati si sono integrati e altri cercano di integrarsi. Faremo il possibile per garantire alla nostra città sicurezza e tranquillità. In questa direzione incrementeremo la presenza dei vigili in ogni quartiere, affideremo alla protezione civile il monitoraggio e la prevenzione, potenzieremo l’illuminazione pubblica e installeremo telecamere e scanner per la vigilanza e il pronto intervento nelle aree a rischio.
Istituiremo inoltre un tavolo permanente con le forze dell’ordine per il controllo del territorio e forniremo i locali che oggi mancano alla polizia di Stato.

Alla fine di questa esperienza che paese si impegna a consegnare ai suoi concittadini rispetto a come si presenta oggi?
Una città migliore di quella in cui oggi vivono, più vicina ai deboli, alle famiglie, con i servizi che oggi mancano, una città rilanciata dal punto di vista economico, turistico ed ambientale.

 
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Commenti (1)


  1. A pomezia esiste già un accelleratore di particelle atomiche per uso farmacologico… diciamo che siamo già “atomici”. Sabato scorso a pomezia c’era la sua propaganda alle “bancarelle” con l’organizzatore dei posti assegnati dove si vendeva senza scontrini e di tutto compresi coltelli… continueremo così?

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